×
 
 
08/07/2026 17:20:00

Trapani, mozione di sfiducia e decadenze: Alberto Mazzeo detta i tempi

Ormai ogni conferenza dei capigruppo a Palazzo Cavarretta viene attesa non tanto per conoscere l'ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, quanto per capire se si aprirà finalmente la partita della mozione di sfiducia al sindaco Giacomo Tranchida e, specularmente, se si chiuderà quella sulle decadenze dei consiglieri comunali. Anche l'ultima riunione di martedì 7 luglio non ha fatto eccezione.

Se sul tavolo non sono ancora arrivate decisioni definitive, il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo ha però tracciato una possibile tabella di marcia. 

"La mozione di sfiducia", ci spiega, "è in fase di stesura per mio pugno e sarà sottoposta ai consiglieri di opposizione entro la fine di luglio. Successivamente sarà depositata e saranno poi i gruppi a decidere collegialmente se portarla in aula già a settembre oppure rinviarne la discussione".

La valutazione non riguarda soltanto i numeri necessari per l'approvazione, ma anche le conseguenze istituzionali di un'eventuale fine anticipata dell'amministrazione. 

Se la mozione dovesse essere approvata, infatti, il Comune sarebbe affidato a un commissario esterno fino alla prima finestra elettorale utile, prevista – salvo modifiche normative – tra aprile e maggio 2027. Un'ipotesi sulla quale Mazzeo intende confrontarsi con tutta l'opposizione prima di assumere una decisione definitiva.

 

I numeri della sfiducia: sulla carta ci sono

Sul piano strettamente numerico, la situazione appare meno scontata di quanto lasci intendere il dibattito politico. 

Per depositare una mozione di sfiducia sono necessarie dieci firme, mentre per approvarla in aula occorrono quindici voti favorevoli, cioè la maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio comunale.

Se si guarda alla composizione dell'aula, i gruppi che siedono all'opposizione arrivano, almeno formalmente, proprio a quella soglia. 

Sulla carta, dunque, i numeri per approvare la sfiducia ci sarebbero.

È su questo punto, però, che emergono le diverse sensibilità all'interno della ex minoranza, ma oggi maggioranza d'aula.

Maurizio Miceli, pur non escludendo la sfiducia come strumento politico, continua a predicare prudenza. 

Il timore è che una parte di quei quindici voti possa non confermarsi al momento della votazione, soprattutto alla luce dei dubbi che alcuni consiglieri nutrono sulla collocazione politica di alcuni esponenti dell'opposizione - inidividuati come possibili "franchi tiratori" - e sui futuri scenari in vista delle prossime elezioni amministrative.

Da qui la scelta di non accelerare i tempi. 

Prima del voto, secondo questa linea prudenziale, occorre avere la certezza che la maggioranza necessaria non esista soltanto sulla carta. 

Una cautela che ha anche una motivazione politica: una mozione respinta finirebbe inevitabilmente per rafforzare il sindaco Giacomo Tranchida e depotenziare l'iniziativa dell'opposizione proprio nella fase finale della consiliatura.

 

Il fronte delle decadenze

Parallelamente, resta aperto il dossier delle decadenze dei consiglieri comunali per presunte assenze ingiustificate.

Anche su questo tema Mazzeo annuncia un'accelerazione. Se il segretario generale, Giovanni Panepinto,  non trasmetterà al Consiglio comunale le proposte di deliberazione previste dalla procedura, il presidente invierà un formale sollecito affinché il procedimento venga portato avanti.

L'obiettivo è arrivare alla discussione delle pratiche entro la fine di luglio, riportando in aula una vicenda che da mesi alimenta il confronto politico a Palazzo Cavarretta.

La seduta del consiglio del 20 luglio - l'ultima delle tre calendarizzate, insieme al 13 e al 16 luglio prossimo - già convocata per affrontare alcuni dei principali provvedimenti amministrativi, tra cui il Documento unico di programmazione e il documento preliminare del Piano urbanistico generale, potrebbe così rappresentare soltanto l'inizio di una fase politicamente molto intensa.

A Palazzo Cavarretta, insomma, non si torna soltanto a discutere di atti amministrativi. 

Sul tavolo tornano anche gli equilibri politici della consiliatura, con due partite destinate a incidere sul futuro dell'amministrazione Tranchida: la possibile mozione di sfiducia e la conclusione della vicenda delle decadenze. 

Due parite diverse,  ma accomunati da un elemento: dopo mesi di annunci e rinvii, le prossime settimane potrebbero finalmente trasformare le intenzioni in atti politici concreti.