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28/08/2026 11:06:00

Trapani riaccende Palazzo d’Alì e la storia: Piazza Municipio dedicata ad Aldo Bassi

Quando ieri sera il tricolore ha illuminato il prospetto restaurato di Palazzo d’Alì, non si è accesa soltanto una facciata, si è accesa, simbolicamente, una luce sulla storia. 

 

Quella di una città che ha deciso di dare un nome e una dignità storica precisa a uno dei suoi luoghi più rappresentativi: l'ex Piazza Municipio, da ieri Piazza Onorevole Aldo Bassi.

 

Prima la scopertura della targa, poi l'illuminazione simbolica del Palazzo di Città. Due gesti diversi, ma uniti dallo stesso significato: restituire memoria ai luoghi e, attraverso i luoghi, alla comunità.

 

L'iniziativa, inserita nelle celebrazioni per l'80° anniversario della Repubblica, si è  aperta nella rinnovata Sala Sodano, l'antica aula del Consiglio comunale di Trapani, con il convegno storico-politico dedicato alla figura dell'ex sindaco. 

 

Dopo i saluti di Giacomo Tranchida e del sindaco di Custonaci Fabrizio Fonte, sono intervenuti Girolamo Giuliana, Rino La Placa, Calogero Pumilia e Gaetano Genovese. A coordinare il confronto, uno dei promotori dell'iniziativa, il deputato regionale dem Dario Safina, che ha portato il ricordo di Bassi delineato da Fabio Bongiovanni.

Infatti, é con l'ex assessore democristiano che si é avviato il percorso di intitolazione della piazza.

 

Dalle testimonianze, emerge il ritratto di un uomo delle istituzioni, rigoroso, appartenente a una stagione politica difficile, quella della Trapani che usciva dalle ferite della guerra e doveva affrontare le conseguenze di perdite umane, distruzioni e ritardi infrastrutturali. 

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Comune ed alla famiglia un pensiero ed un saluto a ricordo della statura istituzionale e politica di Aldo Bassi. 

 

Aldo Bassi fu sindaco di Trapani dal 1957 al 1962, poi sindaco di Custonaci, parlamentare alla Camera per quattro legislature e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. La sua esperienza politica, però, non viene ricordata soltanto per gli incarichi.

 

C'è un fatto che ancora oggi racconta concretamente il suo rapporto con Trapani: l'acqua. Da sindaco presiedette, il 26 febbraio 1960, la seduta che approvò la convenzione con la società Idrotecnica per le ricerche idriche a Bresciana, seguendo il progetto dell'ingegnere Franco Lombardo. 

Una scelta i cui effetti arrivano fino all'attuale emergenza idrica: l'acqua continua infatti ad arrivare in città anche da quei pozzi. 

Ma nel convegno è tornata soprattutto l'immagine di un politico capace di guardare oltre gli steccati, di costruire rapporti e di mettere l'interesse del territorio prima delle bandierine di partito - quella DC che guidó il Paese per tante legislature ed ebbe il contributo di uomini come Piersanti Mattarella - di cui Bassi é sempre rimasto coerente e strenuo sostenitore.

Vicino al pensiero di Aldo Moro, Bassi rappresentò una classe dirigente che concepiva la politica come responsabilità istituzionale e costruzione del futuro, distante dal chiacchiericcio e dalle polemiche, ed immerso in percorsi tesi al bene Comune ed al valore della politica.

 

La scelta di dedicargli la piazza nasce dal percorso promosso da Dario Safina e Fabio Bongiovanni, condiviso dall'amministrazione comunale giá nella prima sindacatura Tranchida. Una proposta che ha trovato nella ricorrenza dell'80° anniversario della Repubblica la sua cornice simbolica. 

 

E proprio attorno al nuovo  nome della piazza sono nate anche polemiche sui social. C'è chi ha contestato l'abbandono di una denominazione entrata ormai nel linguaggio quotidiano dei trapanesi: Piazza Municipio. Un'obiezione comprensibile sul piano dell'abitudine e dell'identità urbana, ma che apre una questione più profonda: i nomi dei luoghi devono soltanto indicare dove siamo o raccontare anche chi siamo stati?

 

Fin dal Rinascimento e, ancora prima nell'Impero, la geografia civica ha utilizzato riferimenti monumentali, funzionali e istituzionali. 

Una tradizione che, nella modernità e soprattutto attraverso le grandi stagioni ideologiche del Ventennio, ha trasformato la toponomastica anche in strumento politico. 

Ma i nomi delle strade e delle piazze restano soprattutto documenti della memoria: conservano tracce linguistiche antiche, aiutano a ricostruire popolazioni, percorsi, caratteristiche del territorio e personaggi che talvolta perfino i documenti scritti finiscono per lasciare nell'ombra.

 

Palazzo D'Alì rinnovato

Ieri, mentre si cambiava il nome della piazza, Trapani ha potuto anche rientrare in un Palazzo d'Alì restituito alla città. 

Il grande intervento di restauro, finanziato con quasi 4 milioni di euro del PNRR, ha riguardato facciate, infissi, impianti, climatizzazione, scalone principale e piano nobile, con un importante lavoro di recupero conservativo su affreschi, stucchi e decorazioni. È stato recuperato anche uno dei grandi saloni storici, nel tempo diviso da tramezzi e riportato alle sue proporzioni originarie. 

 

Le luci del tricolore, allora, non hanno illuminato soltanto un edificio restaurato. Hanno illuminato il palazzo della città e, insieme, un pezzo della sua storia.

Perché la toponomastica non è una targhetta. 

È memoria pubblica. E una città che vuole preservare la propria storia deve avere il coraggio di ricordare i suoi uomini e le sue donne migliori. Non per cancellare ciò che c'era prima, ma per impedire che ciò che merita di essere ricordato venga dimenticato.