Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Tributaria che ha escluso la condotta fraudolenta nella vicenda dei crediti fiscali del Trapani Calcio, il gruppo di Valerio Antonini passa al contrattacco.
La Trapani Shark ha diffuso un lungo comunicato ufficiale annunciando di avere inviato a FIP e Lega Basket un atto formale di pre-contenzioso e diffida ad adempiere, chiedendo la revisione delle sanzioni sportive e la riammissione immediata al campionato di Serie A.
Nel documento, la società richiama la sentenza n. 401/2026 della Corte Tributaria di Trapani, che ha accolto parzialmente il ricorso del Trapani Calcio contro l’Agenzia delle Entrate, escludendo “elementi decisivi configuranti la prova certa dell’adozione di una strategia di carattere fraudolento”.
Secondo la linea difensiva di Antonini, questa decisione cambierebbe radicalmente il quadro che ha portato alle penalizzazioni sportive e all’esclusione dai campionati.
La società collega inoltre la vicenda all’arresto di Gianluca Alfieri, il giovane imprenditore finito al centro dell’inchiesta della Procura di Brescia sui crediti fiscali inesistenti ceduti a diverse società calcistiche, tra cui il Brescia di Massimo Cellino e lo stesso Trapani.
Nel comunicato si sottolinea che la Procura bresciana avrebbe qualificato Cellino come “vittima” del sistema fraudolento e che il meccanismo contestato riguarderebbe anche il cosiddetto “Gruppo Alfieri SPV”, accusato di avere ceduto crediti inesistenti per milioni di euro.
Da qui la richiesta formale avanzata alla Federazione e alla Lega:
- convocazione di un tavolo istituzionale entro 15 giorni;
- revisione in autotutela delle decisioni sanzionatorie;
- reintegrazione del Trapani Shark in Serie A per la stagione 2026/2027;
- risarcimento danni quantificato in almeno 48 milioni di euro.
La società torna anche sul tema del ravvedimento operoso effettuato nel maggio 2025, sostenendo che non si trattò di una confessione di responsabilità ma di una scelta obbligata per consentire l’iscrizione ai campionati.
Secondo il club, i DURC sarebbero stati regolari sia a giugno che a ottobre 2025 e l’INPS avrebbe successivamente restituito circa 200 mila euro per compensazioni F24 effettuate due volte.
Antonini, nel comunicato, alza ulteriormente il livello dello scontro.
“Questa sentenza non è il punto di arrivo. È il punto di partenza”, dichiara il presidente granata. E aggiunge: “Non chiediamo favori. Chiediamo che venga restituita dignità a una società, a una città e a centinaia di tifosi”.
Poi l’avvertimento diretto a FIP e Lega Basket: “Hanno quindici giorni per sedersi a un tavolo istituzionale insieme a noi. Dopo quel termine parleranno i Tribunali e la Corte di Giustizia Europea”.
Antonini sostiene che “diritto e fatti” sarebbero ormai dalla parte del Trapani e ribadisce la richiesta di riammissione immediata in Serie A.
Resta però un nodo centrale: la sentenza tributaria non cancella automaticamente le decisioni della giustizia sportiva. La stessa Corte, infatti, pur escludendo il dolo fraudolento, ha comunque evidenziato una mancata vigilanza da parte del club sull’attendibilità delle operazioni fiscali e dei soggetti coinvolti.
Ed è proprio su questo terreno che continuerà probabilmente la nuova battaglia legale annunciata da Antonini.