Una vittoria parziale. Ma sufficiente, secondo Valerio Antonini, per gridare al ribaltone.
È uscita oggi, 19 maggio, la decisione della Corte di Giustizia Tributaria sulla vicenda dei crediti fiscali acquistati dal gruppo Alfieri e utilizzati dal Trapani Calcio. Una sentenza molto attesa, dopo mesi di scontri giudiziari, deferimenti, penalizzazioni e accuse reciproche.
Secondo quanto emerge dal provvedimento, i giudici tributari hanno escluso l’esistenza di un comportamento doloso o fraudolento da parte della società granata. In sostanza, per la Corte non emergono prove di una volontà di frode fiscale organizzata.
Il ricorso è stato accolto solo in parte: le sanzioni sono state ridotte della metà, ma i giudici hanno comunque riconosciuto una responsabilità del Trapani Calcio e di SportInvest per non avere vigilato adeguatamente sull’attendibilità dei crediti acquistati e sulle operazioni riconducibili a Gianluca Alfieri, il giovane imprenditore finito al centro della maxi vicenda dei crediti inesistenti.
In pratica, la Corte distingue tra frode e negligenza: niente “truffa organizzata” da parte del club, ma una gestione ritenuta superficiale e priva dei necessari controlli.
Una distinzione che Antonini interpreta come una clamorosa riabilitazione.
In un lungo video pubblicato subito dopo la sentenza, il patron granata è apparso euforico. “Di fatto non c’era la frode sportiva!”, ha dichiarato. E ancora: “Ci devono riammettere alla Serie A di basket ed alla Serie C di calcio”.
Secondo Antonini, la decisione certifica che lui non avrebbe commesso alcuna frode e che eventuali responsabilità sarebbero da attribuire a chi, all’interno della struttura amministrativa del club, avrebbe dovuto effettuare i controlli sui crediti acquistati dal gruppo Alfieri. Il riferimento è al commercialista del gruppo, Vulpetti, che invece ha sempre parlato di una "gestione opaca" dello stesso Antonini.
“Fino ad oggi mi avete visto sempre arrabbiato, ora sono felice perché è stato oggi certificato che non ho commesso la frode sportiva”, dice nel video. Poi l’appello diretto ai tifosi: “Trapanesi, festeggiate. La storia sta per cambiare”.
Ma attenzione: la partita giudiziaria e sportiva è tutt’altro che chiusa.
La sentenza tributaria riguarda infatti il piano fiscale e amministrativo, non cancella automaticamente le decisioni della giustizia sportiva e non produce effetti immediati sulle esclusioni dai campionati.
Il Trapani Shark resta escluso dalla Serie A. Il Trapani Calcio resta retrocesso dopo le penalizzazioni accumulate per irregolarità nei versamenti fiscali e contributivi. E restano anche le decisioni già adottate da Covisoc, FIGC, FIP e organi federali.
Certo, adesso Antonini avrà un nuovo elemento da utilizzare nei ricorsi e nelle azioni risarcitorie annunciate da mesi. Ma sostenere che la sentenza equivalga automaticamente a una riammissione nei campionati appare, al momento, una conclusione tutta da verificare.