Ufficialmente si dialoga. Ma, contemporaneamente, ci si prepara anche alla battaglia fino all’ultima carta bollata. È questo il quadro che emerge dal nuovo capitolo del contenzioso tra il Libero Consorzio Comunale di Trapani e la società Trapani Calcio, del romano Valerio Antonini per la gestione dello Stadio Provinciale.
Da una parte Antonini prova a rasserenare il clima e parla di “piena sintonia” con l’Ente per arrivare a un accordo decennale che chiuda tutte le vertenze aperte. Dall’altra, però, il Libero Consorzio continua a rafforzare il proprio fronte giudiziario e tecnico.
Con una nuova determinazione dirigenziale, infatti, l’Ente ha nominato l’avvocato Giuseppe Romano, del Foro di Sciacca, quale consulente esperto in diritto tributario e fiscale da affiancare ai legali interni già incaricati nelle varie cause contro la F.C. Trapani 1905.
La scelta non è casuale. Nel provvedimento si legge chiaramente che il Libero Consorzio ritiene “imprescindibile” approfondire la regolarità fiscale, tributaria e contabile della documentazione prodotta dal Trapani Calcio, a partire dalle fatture presentate dalla società come prova delle spese sostenute per i lavori allo stadio.
In sostanza, il nuovo consulente dovrà verificare se quelle spese siano state contabilizzate correttamente e se trovino riscontro nei bilanci della società. Un passaggio delicatissimo, che dimostra come il Libero Consorzio non abbia alcuna intenzione di limitarsi allo scontro politico o mediatico.
Nel frattempo restano aperti tutti i fronti già noti: il recupero delle bollette dello stadio anticipate dall’Ente, il recupero dei canoni di locazione mai versati dal 2023 e persino la procedura di sfratto per finita locazione dello Stadio Provinciale.
Il documento ribadisce anche un punto che negli ultimi mesi è stato al centro delle polemiche: per il Libero Consorzio il contratto sottoscritto il 31 gennaio 2025 aveva durata annuale ed è ormai scaduto, anche se la società continua a utilizzare l’impianto.
Eppure, nello stesso atto, emerge anche che il 24 aprile si è tenuto un “tavolo tecnico” tra le parti per tentare una definizione transattiva delle controversie. Segno che, mentre gli avvocati preparano decreti ingiuntivi, sfratti e verifiche fiscali, si prova comunque a trovare una soluzione politica e amministrativa che eviti uno scontro definitivo.
È qui che si inseriscono le dichiarazioni di Antonini, secondo cui Trapani Calcio e Libero Consorzio starebbero lavorando “in piena sintonia” a un accordo decennale capace di chiudere tutte le vertenze reciproche.
Il paradosso, però, resta evidente: mentre pubblicamente si parla di dialogo e intese future, gli atti ufficiali raccontano di una guerra legale ancora apertissima, con accuse reciproche, crediti contestati e consulenti chiamati a passare al setaccio fatture, bilanci e contabilità.
A Trapani, ormai, il calcio si gioca da mesi soprattutto negli uffici legali.