Trapani, tra tribunali e campo: Antonini minaccia “gesti clamorosi”, nuovo ricorso al CONI
Il Trapani vive giorni sospesi, tra carte bollate e partite da giocare. E mentre la classifica racconta una stagione durissima, fuori dal campo il clima resta incandescente.
Dopo l’ennesima penalizzazione – altri 5 punti inflitti dal Tribunale federale nazionale che hanno portato il totale a -25 – le parole del patron Valerio Antonini sono state durissime. A caldo, due giorni fa, aveva parlato senza mezzi termini: «Sto seriamente pensando ad un gesto clamoroso. Non ho paura di nulla. Valuteremo con gli avvocati se e come procedere per tentare di bloccare questo campionato, ormai divenuto una vera e propria farsa».
Parole pesanti, che raccontano il livello di tensione attorno al club granata.
Nel frattempo, però, si va avanti con i ricorsi. L’ennesimo è stato presentato ieri al Collegio di Garanzia dello Sport del CONI. Stavolta riguarda la penalizzazione di 7 punti ufficializzata l’8 gennaio e già confermata dalla Corte Federale d’Appello un mese fa, legata a un deferimento del 6 novembre scorso.
Per orientarsi serve quasi una mappa. Quella oggetto del nuovo ricorso è infatti la seconda delle quattro penalizzazioni ricevute dal Trapani in questa stagione. Una stagione che, numeri alla mano, ha già fatto registrare un dato senza precedenti: 25 punti tolti, più di quelli conquistati sul campo.
Adesso sarà ancora il CONI a decidere. Il pronunciamento potrebbe arrivare entro trenta giorni, quindi prima della fine della stagione regolare. Un altro verdetto destinato a incidere sul destino sportivo del Trapani.
Intanto, però, il campionato va avanti. E non aspetta.
Oggi i granata saranno impegnati sul campo del Monopoli, una delle squadre più in forma del momento, capace recentemente di battere il Benevento capolista. Una trasferta complicata, seguita dalla gara casalinga del 12 aprile contro la Salernitana. Un calendario che non fa sconti al tecnico Aronica e alla sua squadra.
La classifica, nel frattempo, è diventata drammatica. Il Trapani è ultimo, in coabitazione con il Siracusa, e deve evitare a tutti i costi di restare in fondo. Non solo per scongiurare la retrocessione diretta, ma anche per mantenere uno scarto utile a giocarsi i play out.
E mentre si combatte su due fronti, tra giustizia sportiva e campo, la società ha celebrato uno dei compleanni più amari della sua storia. Centoventuno anni ricordati con parole cariche di orgoglio e, forse, anche di preoccupazione: «Essere del Trapani non è una scelta di comodo, è un atto d’amore verso le proprie radici».
Un messaggio che guarda al futuro, mentre il presente resta appeso a un filo. Tra ricorsi, penalizzazioni e una salvezza che, oggi più che mai, sembra un’impresa.
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