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04/08/2026 08:20:00

Turismo, la Sicilia è prima in Italia per artigianato. A Trapani oltre 1.400 imprese

Il turismo siciliano non vive soltanto di alberghi, spiagge e grandi eventi. Dietro una vacanza nell’Isola ci sono forni, pasticcerie, ristoranti, ceramisti, autisti, laboratori, botteghe e migliaia di piccole imprese che trasformano l’identità del territorio in lavoro.

In Sicilia sono 16.356 le imprese artigiane attive nei settori collegati alla domanda turistica, con oltre 40 mila addetti. Rappresentano il 23,1% dell’intero artigianato regionale: è la percentuale più alta d’Italia.

A fotografare il settore è l’Osservatorio Mpi di Confartigianato Sicilia. I numeri confermano il peso delle micro e piccole imprese nell’economia turistica dell’Isola, ma mettono in evidenza anche un problema ormai strutturale: le aziende cercano personale, ma spesso non riescono a trovarlo.

 

Oltre 20 mila assunzioni previste in estate

 

Tra luglio e settembre 2026, le imprese siciliane che operano nell’alloggio, nella ristorazione e nei servizi turistici prevedono oltre 20 mila assunzioni.

Si tratta del 20% di tutti gli ingressi programmati dalle aziende siciliane nel trimestre estivo, con una crescita del 9,4% rispetto all’estate del 2025.

Un incremento che va in controtendenza rispetto alla diminuzione complessiva delle assunzioni previste dalle imprese dell’Isola.

Il lavoro, dunque, ci sarebbe. Il personale un po’ meno.

Secondo l’Osservatorio, infatti, il 47,3% delle figure professionali ricercate è difficile da reperire. Quasi un’assunzione su due rischia quindi di restare sulla carta per la mancanza di competenze, esperienza o candidati disponibili.

 

Dall’agroalimentare ai trasporti

 

L’artigianato turistico siciliano comprende una galassia molto ampia di attività.

Il settore più numeroso è quello dell’agroalimentare, con 4.755 imprese. Seguono le attività manifatturiere e i servizi, con 3.768 aziende, i ristoranti e le pizzerie, con 2.724 imprese, e il trasporto di persone, che conta 1.898 attività.

Ci sono poi 1.380 bar, caffè e pasticcerie artigiane.

È l’economia che accompagna il turista durante tutta la giornata: dalla colazione con la granita al trasferimento verso l’aeroporto, passando per il pranzo, l’acquisto di prodotti tipici e la visita alle botteghe locali.

Un sistema spesso composto da aziende familiari, piccolissime realtà e attività radicate nei centri storici e nei territori meno coinvolti dai grandi flussi turistici.

 

A Trapani 1.406 imprese artigiane

 

Palermo guida la classifica regionale per numero di imprese artigiane legate al turismo: sono 3.864, con 8.906 addetti.

Segue Catania, con 3.571 imprese e 8.571 occupati. Messina conta 2.520 aziende, Agrigento 1.422.

La provincia di Trapani si colloca al quinto posto in Sicilia, con 1.406 imprese artigiane attive nei comparti collegati al turismo.

Un dato rilevante per un territorio che comprende destinazioni come San Vito Lo Capo, le Egadi, Erice, Castellammare del Golfo, Marsala, Mazara del Vallo, Selinunte e il sistema delle saline.

L’offerta turistica trapanese è strettamente legata alle produzioni tipiche, alla ristorazione, al vino, ai dolci, alla lavorazione del corallo, alla ceramica, ai trasporti marittimi e ai servizi per il tempo libero.

Dopo Trapani vengono Siracusa, con 1.203 imprese, Ragusa con 1.040, Caltanissetta con 708 ed Enna con 622.

 

Palermo e Agrigento ai vertici nazionali

 

Sul piano dell’incidenza percentuale, Palermo si distingue con il 25,9% delle imprese artigiane collegate alla domanda turistica. È il secondo dato più alto tra tutte le province italiane.

Agrigento raggiunge il 25,2%, conquistando il terzo posto nazionale, mentre Messina, con il 23,5%, si colloca al sesto posto.

Tutte e tre le province superano la media siciliana del 23,1%, confermando la forte integrazione tra turismo e tessuto produttivo locale.

 

Il peso dei turisti stranieri

 

Un ruolo sempre più importante è svolto dai visitatori internazionali.

Secondo l’analisi di Confartigianato, i turisti stranieri rappresentano mediamente il 56% delle presenze in Sicilia. Nel trimestre estivo generano inoltre oltre il 40% della spesa annuale complessiva dei visitatori provenienti dall’estero.

Per le imprese artigiane si tratta di un mercato fondamentale, ma anche molto esigente. Non basta più offrire un prodotto tipico: servono servizi digitali, personale capace di comunicare in più lingue, pagamenti semplici, promozione online e capacità di raccontare la storia dei prodotti e dei territori.

 

“Bisogna investire nella formazione”

 

«L’artigianato è uno dei pilastri del turismo siciliano», afferma il presidente di Confartigianato Sicilia, Emanuele Alessandro Virzì.

«Essere la prima regione italiana per incidenza delle imprese artigiane nei settori legati alla domanda turistica conferma il valore delle nostre aziende, che ogni giorno contribuiscono a promuovere l’identità, la qualità e l’accoglienza della Sicilia».

Virzì richiama però la necessità di investire sulla formazione e sulle competenze per rispondere alla crescente domanda di personale qualificato.

Il paradosso siciliano è tutto qui: il turismo cresce, le imprese programmano nuove assunzioni, ma quasi la metà dei lavoratori ricercati risulta introvabile.

Sostenere l’artigianato significa quindi non soltanto difendere le tradizioni. Significa formare personale, modernizzare le imprese e trasformare il successo turistico della Sicilia in occupazione stabile e sviluppo economico.