Pnrr, la Sicilia al rallentatore: completato appena un progetto su sei. Trapani è al 24%
Oltre dodici miliardi di euro disponibili, 46.599 progetti finanziati, ma appena il 16,7% degli interventi portato a termine. Il Pnrr in Sicilia somiglia ancora a una grande promessa scritta sulla carta: i soldi ci sono, i progetti pure, ciò che manca – o procede con molta calma – è la conclusione dei lavori.
A poco più di un anno dalla scadenza definitiva del Piano, oltre otto progetti siciliani su dieci risultano ancora in corso. La Sicilia è indietro di 9,5 punti rispetto alla media nazionale, che si attesta al 26,2%.
Trapani fa meglio della media siciliana: ha completato il 24% dei 4.022 progetti finanziati, per un valore complessivo di circa 733 milioni di euro. Non è una corsa trionfale, ma nel panorama regionale è quasi una buona notizia.
Oltre 12 miliardi, ma l’83% dei progetti è ancora aperto
I dati emergono dal monitoraggio dei Servizi studi di Camera e Senato sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, aggiornato al primo luglio 2026 in vista del conseguimento della decima rata.
Il Pnrr italiano comprende sette missioni, 224 misure e una dotazione finanziaria complessiva di 194,4 miliardi di euro.
Alla Sicilia sono stati assegnati complessivamente circa 12,36 miliardi, distribuiti su 46.599 progetti. Di questi, però, soltanto il 16,7% risulta completato. Il restante 83,3% è ancora in fase di realizzazione.
È il solito paradosso siciliano: mentre si discute dei fondi, dei programmi e delle inaugurazioni, il calendario continua a camminare. E il Pnrr, purtroppo, non prevede proroghe fondate sulla proverbiale arte dell’arrangiarsi.
Transizione ecologica e scuola assorbono più risorse
La parte più consistente dei finanziamenti destinati all’Isola riguarda la transizione ecologica, con quasi 3,2 miliardi di euro, pari al 25,8% del totale.
Seguono istruzione e ricerca, con 2,33 miliardi, pari al 18,9%.
Alle infrastrutture sono destinati 1,96 miliardi, il 15,9% della dotazione siciliana. Una cifra pressoché identica è stata assegnata alla digitalizzazione.
L’inclusione e la coesione sociale ricevono 1,42 miliardi, pari all’11,5%, mentre alla sanità sono stati destinati 1,28 miliardi, il 10,4% del totale.
Chiude la classifica il programma RepowerEU, dedicato all’indipendenza energetica e alla transizione verde, con circa 200 milioni di euro.
La sanità è penultima
Il dato relativo alla salute merita particolare attenzione. Tra le sette missioni finanziate, la sanità è infatti penultima per quantità di risorse ricevute.
Si tratta del settore nel quale i ritardi rischiano di essere maggiormente percepiti dai cittadini: Case e Ospedali di comunità, assistenza territoriale, digitalizzazione sanitaria e nuove apparecchiature sono interventi che dovrebbero incidere direttamente sulla qualità dei servizi.
In provincia di Trapani diversi progetti sanitari finanziati dal Pnrr hanno già mostrato difficoltà, ritardi e inaugurazioni di strutture ancora non pienamente operative. Il problema, dunque, non è soltanto aprire un edificio o tagliare un nastro, ma fare in modo che dentro ci siano personale, servizi e prestazioni.
Trapani quinta in Sicilia
La provincia più avanti nell’attuazione dei progetti è Caltanissetta, dove risulta completato il 36,8% dei 2.882 interventi finanziati, per una dotazione di circa 478 milioni di euro.
Seguono Agrigento, con il 29,9%, e Ragusa, con il 29,3%. Enna ha concluso il 24,5% dei progetti.
Subito dopo c’è Trapani, con il 24% dei 4.022 interventi e circa 733 milioni di euro assegnati.
Alle sue spalle si trovano Siracusa, con il 20,3%, Messina con il 18,7%, Palermo con il 17,1% e Catania, ultima in Sicilia, con appena il 16% dei progetti completati.
Comuni e Regione tra i principali soggetti attuatori
Tra i soggetti incaricati di utilizzare le risorse figurano soprattutto la Regione Siciliana, titolare di 7.803 progetti, e i Comuni, ai quali fanno capo 5.775 interventi.
Le società per azioni gestiscono appena 272 progetti, ma sono tra i soggetti che hanno ricevuto gli importi finanziari più elevati, perché spesso impegnate nelle grandi opere infrastrutturali.
Il punto, però, resta sempre lo stesso: il Pnrr non si misura sulla quantità di denaro assegnato o di progetti annunciati, ma sulle opere realmente concluse e sui servizi messi a disposizione dei cittadini.
E il tempo ormai stringe. Perché dodici miliardi sono una grande opportunità. Ma un progetto incompleto, alla fine, resta soprattutto una promessa non mantenuta.
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