Valderice, l'appello alla Prefetta: "Basta attese, per Rio Forgia serve una strategia"
Esiste un progetto pubblico per Rio Forgia oppure il suo futuro continuerà a rimanere sospeso tra ordinanze, competenze frammentate e interventi episodici?
A chiedere quali saranno le prossime iniziative per tutelare uno dei tratti di costa più suggestivi e, allo stesso tempo, più problematici del territorio di Valderice, sono il Comitato Operatori Turistici Valderice (COT) e l'associazione "Per il Bene del Paese APS".
Non con un nuovo esposto o con l'ennesima denuncia, ma con la richiesta di mettere attorno allo stesso tavolo tutte le amministrazioni coinvolte per fare finalmente chiarezza sulle misure che si intendono attivare a tutela di Rio Forgia, é stata inviata una formale istanza alla Prefetta di Trapani, al Comune di Valderice, alla Regione Siciliana e ai numerosi enti competenti, chiedendo l'attivazione di un Tavolo interistituzionale o di una Conferenza dei servizi.
L'obiettivo, spiegano le due associazioni, non è riaprire una polemica ma superare un'impasse amministrativa che si trascina da anni.
"Non è più una semplice segnalazione: è una questione amministrativa irrisolta", scrivono, evidenziando come nell'area convergano competenze diverse: sicurezza pubblica, tutela ambientale, salute, demanio marittimo, protezione civile, turismo e sviluppo economico.
Rio Forgia, del resto, rappresenta da tempo uno dei punti più delicati della costa valdericina. Negli anni si sono susseguiti interventi di riqualificazione, problemi legati al dissesto di alcuni manufatti storici, ordinanze di sicurezza, divieti di balneazione e iniziative per la valorizzazione del litorale.
Solo pochi mesi fa, il Comune aveva promosso una pulizia straordinaria dell'intero tratto costiero da Bonagia a Rio Forgia in vista della stagione estiva, confermando l'importanza turistica dell'area.
Uno dei punti centrali dell'istanza riguarda l'Ordinanza sindacale n. 68 del 19 settembre 2024, con la quale il Comune dispose la messa in sicurezza degli edifici pericolanti presenti nell'area delle antiche segherie.
Le associazioni non contestano quel provvedimento, ma chiedono di sapere quali verifiche siano state effettuate sulla sua effettiva esecuzione, quali controlli siano stati svolti e quali ulteriori interventi siano previsti per eliminare definitivamente le condizioni di rischio già accertate.
Ci sono anche altri aspetti che vanno affrontati, secondo COT e APS, e non possono essere considerati separatamente: la presenza di manufatti contenenti cemento-amianto, la gestione dell'arenile, le difficoltà degli operatori economici autorizzati e la mancanza di una visione complessiva sul destino dell'intera area.
"Non chiediamo che venga adottato il nostro Piano di Recupero Ambientale. Chiediamo una cosa molto più semplice e molto più importante: esiste una strategia pubblica per Rio Forgia? Se esiste, è giusto che venga conosciuta. Se non esiste, riteniamo sia arrivato il momento di costruirla", affermano le associazioni.
La richiesta di coordinamento arriva mentre Rio Forgia continua a fare i conti anche con altre criticità.
Per la stagione balneare è ancora in vigore il divieto di balneazione nel tratto interessato dallo sbocco del torrente, disposto sulla base delle valutazioni dell'Assessorato regionale alla Salute per la presenza di immissioni che rendono l'area non idonea alla balneazione.
L'istanza è stata trasmessa anche al Presidente della Regione Siciliana, agli assessorati regionali competenti, ad ASP Trapani, ARPA Sicilia, Vigili del Fuoco, Libero Consorzio Comunale e Dipartimento regionale della Protezione Civile, proprio perché le competenze risultano distribuite tra numerose amministrazioni.
Per COT e APS è arrivato il momento di passare dalla gestione delle singole emergenze a una governance condivisa. "Rio Forgia non ha bisogno di nuove polemiche. Ha bisogno di una regia istituzionale. Dopo anni di interlocuzioni riteniamo che cittadini, operatori economici e istituzioni abbiano il diritto di conoscere, con chiarezza, chi deve fare cosa, entro quali tempi e con quale progetto per il futuro di uno dei luoghi più significativi della costa di Valderice."
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