Un altro provvedimento prevede la equiparazione dei residui provenienti dalla estrazione di marmi e pietre alla disciplina adottata per le terre e le rocce da scavo. Tale equiparazione riguarda, altresì, i residui di lavorazione di pietre e marmi che potranno essere utilizzati per operazioni di recupero ambientale qualora rispettino i valori limite per eventuali sostanze inquinanti presenti.
“L’utilizzo dei residui della lavorazione del marmo, in particolare – sottolinea l’avv. Giuseppe Novara, Consulente Legale di Confindustria - fà chiarezza normativa e riconosce la fondatezza di quanto sostenuto da Confindustria-Marmo, a tutti i livelli, circa le ragioni e le motivazioni per cui gli scarti di lavorazione non sono rifiuti ma, con le terre e rocce da scavo rappresentano, un bene prezioso per le operazioni di ripristino ambientale”.

“Nel ribadire – conclude il presidente Santoro – l’importanza e la rilevanza di tali norme proposte e insistentemente richieste dalla nostra Associazione, un particolare ringraziamento esprimiamo al sen. Antonio D’Alì che si è fatto carico di avviare in sede di Commissione Ambiente del Senato l’iter legislativo seguendone il percorso fino alla definitiva approvazione”.