In particolare, per quanto concerne la problematica della reiterata richiesta di dimissioni, per motivi di opportunità, che il Consiglio Provinciale da tempo avanza nei riguardi della Dott.ssa Cinzia Puma, Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti della Provincia che fino allo scorso mese di marzo presiedeva anche quello della Calcestruzzi Mazara Spa, posta recentemente sotto sequestro a seguito dei noti provvedimenti giudiziari, il Presidente Peppe Poma ha dato lettura di una nota del Prefetto di Trapani, Stefano Trotta, il quale, rispondendo proprio al quesito postogli dallo stesso Presidente del Consiglio in data 23 giugno scorso, rende noto che la questione ha formato oggetto di approfondimento da parte dei competenti uffici della Prefettura. Da tali attività istruttorie – aggiunge il Prefetto Trotta – non sono allo stato emersi elementi che possano in qualche

modo supportare l’adozione di eventuali provvedimenti di natura amministrativa da parte della Prefettura nei confronti dei componenti del predetto Collegio sindacale. La vicenda comunque – conclude il Prefetto – continuerà ad essere da me seguita anche in relazione ad eventuali ulteriori sviluppi.
Sullo stesso argomento, il Presidente Poma ha illustrato all’Aula anche l’articolata nota con la quale l’Avv. Diego Maggio, Dirigente del dipendente Settore Legale, ha risposto al suo richiesto parere (del 30 giugno scorso) circa la possibilità di revoca della nomina di Cinzia Puma. Nella sua risposta, a conclusione di una serie di considerazioni anche di ordine giuridico, l’Avv. Maggio afferma che La circostanza secondo la quale la Dott.ssa Puma abbia svolto funzioni professionali di revisione dei conti per una Società poi sottoposta a sequestro giudiziario (provvedimento peraltro adottato dall’A.G. in epoca successiva alle dimissioni formulate dalla stessa professionista) di per sé soltanto non integra gli estremi di “presupposto giuridico” da porre a base motivazionale per una revoca dalla nomina al compito professionale-istituzionale cui è stata da codesto Consiglio eletta. Altro sarebbe – prosegue il Dirigente del Settore Legale – se in quella Società la Dott.ssa Puma avesse rivestito ruoli “gestionali” di amministrazione attiva, a stretto contatto e condivisione decisionale con gli altri amministratori dei quali è stata giudiziariamente ritenuta la “mafiosità” per cui è stato disposto il sequestro: potendo, in tal caso, ravvisarsi gli estremi di “indegnità”. Tutto ciò non esclude – conclude comunque l’Avv. Maggio – la potestà in capo all’Organo Consiliare di revocare una nomina se ritiene fondatamente (avendo gli elementi o, meglio, per “giusta causa”) che sia venuto meno il rapporto fiduciario la cui sussistenza originaria aveva giustificato il conferimento collegiale della nomina stessa. Ma ciò va ricompresso nella sfera opzionale dell’opportunità. Non del diritto.
E, nonostante i predetti pareri del Prefetto e del dipendente Settore Legale, sui motivi della opportunità delle dimissioni di Cinzia Puma o del provvedimento di revoca dell’incarico in autotutela (da estendere eventualmente anche agli altri componenti del Collegio dei Revisori) da parte del Consiglio Provinciale, hanno insistito diversi Consiglieri dei gruppi di minoranza: Cucchiara, Daidone, Giacalone e Alagna del PD, Ortisi (RC); più sfumate, invece, le posizioni ribadite dai capigruppo dell’MPA, Matteo Angileri, e dell’UDC, Carpinteri, per i quali il Consiglio ha già fatto quanto in suo potere.
Sulla questione è intervenuto anche l’Assessore Enzo Culicchia il quale ha fatto notare che in questi casi bisognerebbe rifarsi ad un codice etico e che al venir meno della fiducia politica dovrebbero seguire le dimissioni dall’incarico ricevuto.