Fondi strutturali: l’Aeroporto di Birgi chiede entità e tempi
La richiesta, ed insieme sollecitazione a far presto, è stata formalizzata dall’Airgest in una lettera a firma del presidente Ombra e indirizzata, oltre che al presidente della Regione, anche all’Assessorato Regionale ai Trasporti ed al dipartimento regionale competente; al presidente della Provincia, Girolamo Turano e per conoscenza ai vertici dell’Enac, presidente e direttore generale.
L’Airgest chiede di conoscere “quali siano le politiche di attuazione del Piano P.O. FESR 2007-2013, e la relativa tempistica di erogazione dei finanziamenti programmati al fine di eliminare ogni incertezza e consentire alla scrivente di pianificare con la dovuta accuratezza il proprio futuro”.
In realtà si tratta di una seconda lettera perché già “in data 02 ottobre 2009 la scrivente Società ha indirizzato, al Dipartimento Trasporti della Regione Siciliana, richiesta di chiarimenti sull’avvio e sullo stato dell’arte dell’istruttoria finalizzata al finanziamento di opere, infrastrutturali e non, attraverso i c.d fondi P.O. FESR 2007/2013”.
Soprattutto la richiesta di ulteriori e certe informazioni è stata formulata a seguito “in data 08 aprile 2009, alla redazione di un Protocollo d’Intesa tra il Ministero delle Infrastrutture, l’ENAC, la Regione Siciliana e gli aeroporti siciliani rappresentati dalle rispettive società di gestione” e dopo numerosi altri incontri “succedutisi fino al 17 settembre u.s”.
«Abbiamo sempre rispettato le direttive scaturite da questi incontri – ricorda Ombra – e nel corso dei mesi e nel pieno rispetto delle scadenze di volta in volta fissate, l’Airgest ha redatto i progetti, li ha posti all’esame degli organi deputati ad approvarli (conseguendo la relativa convalida da parte di ENAC, ndr), ha seguito le prescrizioni e le indicazioni necessarie a rendere cantierabili le opere».
“Purtroppo, ad oggi, - si legge nella conclusione della lettera - la nostra richiesta non ha avuto alcun riscontro… L’attuale situazione di incertezza si riflette, quindi, quotidianamente sulle politiche di posizionamento dello scalo, sui suoi Piani di sviluppo pluriennali, sugli interessi che gli shareholders vogliono, comprensibilmente, tutelare, a fronte dei grandi investimenti economici sostenuti nel corso di questi anni per il mantenimento, tra l’altro, degli standard di servizio richiesti dai vari enti di competenza”.
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