Arriva in anteprima il docu-film "Il mare di Joe"
Gremito in ogni ordine di posto,davanti ad un pubblico molto coinvolto di 500 persone, il famoso Steinback Forum, e’ stato protagonista di una serata memorabile per i nostri connazionali emigrati in California, una serata all’insegna della memoria ma anche di un interessante confronto fra il mondo delle Aree marine protette e della pesca, organizzato dal National Marine Santuary di Monterey bay, grazie all’anteprima internazionale dell’attesissimo docu/film, preceduto da un’introduzione dal responsabile dei 14 santuari marini della costa ovest degli Stati Uniti, Bill Douros del NOAA(agenzia americana per il clima e l’ambiente), dal delegato ANFE(Ass.Naz.Famiglie Emigrate) per la California: Franco Curci con il saluto del Sindaco di Monterey Chuck Della Sala(anche lui di origini italiane) con il suo collega
Visibilmente emozionato alla fine della proiezione e dalla standing ovation con un interminabile applauso del pubblico presente,Joe Bonanno, il “protagonista” della storia narrata dalla pellicola di Enzo Incontro che, ricordiamo, ne ha firmato anche la regia insieme a Marco Mensa che ha inoltre diretto la fotografia.
Ricordiamo brevemente che l’interessante documentario e’ stato realizzato in oltre due mesi di riprese, quattro mesi di montaggio e un lunghissimo viaggio cha da Merettimo, isola siciliana delle Egadi, ha portato fino alle acque gelide dell’Alaska, co-prodotto da Anfe sicilia, Scuba Film Production e da Ethnos Film che partendo dalla vita vissuta di Joe Bonanno, siciliano emigrato oltre cinquant'anni anni in California, a Monterey, dove una comunità di pescatori marettimani è diventata leggendaria per i viaggi di 40 giorni, in piccole barche a vela verso le coste dell’Alaska per la pesca dei salmoni.
Enzo Incontro, una lunga carriera di documentarista alle spalle, nonche’ direttore dell’area marina protetta del Plemmirio a Siracusa, molto applaudito dal pubblico americano, ha avuto il merito, come anche ha dichiarato la numerosa stampa Californiana presente, al termine della proiezione, di raccontare una storia ingiustamente sconosciuta ai piu’ e consegnarla alla memoria delle future generazioni per conservarne l’essenza. Molto apprezzata dalla critica americana, oltre dal pubblico e’ stata la chiave narrativa dell’opera prodotta, che conduce lo spettatore verso un viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca di emozioni autentiche, di frontiere dell'anima, prima ancora che della Terra, da scoprire.
C'è un filo sottile, ma forte che le lega temi come emigrazione, ambiente, rispetto del pianeta, scoperta di nuove frontiere una volta ritenute invalicabili. Un filo che lega indissolubilmente epoche, persone, luoghi lontanissimi tra loro.
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