Confiscate in Sicilia ed in Umbria attività commerciali e beni immobili per 1.5 milioni di euro
Il provvedimento scaturisce dalle indagini che hanno monitorato, per più di un anno, soggetti organicamente inseriti nel
Salvatore Lo Cricchio, oltre al coinvolgimento dei propri congiunti, si è avvalso in particolare della collaborazione di Paolo Faraone, non estraneo a dinamiche illecite. Costui, infatti, nella piena consapevolezza di agire a tutela degli interessi del LO CRICCHIO Salvatore, ha contribuito all’intestazione fittizia di attività commerciali e di beni immobili.
L’attività d’indagine economico-finanziaria svolta dalla DIA, articolata da intercettazioni ambientali e telefoniche ed anche da servizi dinamici di osservazione e pedinamento svolti in Sicilia e nell’Italia centrale, si è avvalsa anche della importante collaborazione in Umbria del Comando Provinciale Carabinieri di Terni, che ha contribuito anche alle acquisizioni documentali ed alla individuazione degli immobili confiscati, di seguito elencati:
Balestrate (PA):
• 2 appezzamenti di terreno di a. 15 complessive in c.da Foggia intestate a SGROI Lorenza, coniuge di LO CRICCHIO Salvatore;
Partinico (PA):
• Un vasto appezzamento di terreno, di h 1.48,488, in località Sirignano, intestato a LO CRICCHIO Pietro, figlio;
Terni e provincia: a FARAONE Paolo
• nr. 2 magazzini;
• nr. 2 appartamenti;
• complesso aziendale ubicato nel comune di Narni (TR) e complesso aziendale a Terni.
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