Così dalla latitanza Matteo Messina Denaro organizza affari ed estorsioni
Ad aiutare gli investigatori, che all'alba di lunedì hanno eseguito 19 provvedimenti di fermo colpendo cosi' la rete di fiancheggiatori del capomafia, sono state alcune intercettazioni.
"Da alcuni passaggi delle intercettazioni - dicono gli inquirenti - si desume il penetrante controllo del territorio da parte del gruppo criminale capeggiato dal superlatitante; il ricorso sistematico alla violenza per la realizzazione degli obiettivi; il programma di gestione di alcune risorse economiche della zona; l'assoggettamento delle imprese, in molti casi titolari di importanti appalti pubblici, al sistema delle estorsioni e il sistema di riscossione delle relative tangenti; le attivita' di sostegno alle famiglie dei detenuti con il pagamento delle spese legali e di quelle personali attraverso i proventi delle estorsioni; la ricerca di consenso, di "disponibilita'" e mutua assistenza tra i membri dell'organizzazione e verso il capomafia latitante".
Seguite dagli investigatori 'in diretta' le modalita' di pianificazione e di attuazione di diversi attentati incendiari da parte di quei personaggi risultati coinvolti nel nuovo livello di supporto al latitante, "con azioni che inconfutabilmente - dicono i magistrati -hanno avuto quale comune matrice il mantenimento della vitalita' di Cosa nostra nei territori di influenza del mandamento di Castelvetrano".
Tra gli episodi accertati dagli investigatori c'e' "l'episodio di attivita' estorsiva avviato, in tempi recentissimi, da Salvatore Messina Denaro insieme ai suoi piu' fedeli sodali, tra cui il cugino Giovanni Filardo e Giovanni Risalvato, nei confronti dell'imprenditore Luigi Spallina, che, il 24 marzo 2009, si era aggiudicato la gara d'appalto dalla Belice Ambiente s.p.a. - ATO TP2, per un importo di circa 3 milioni di euro". Su queste opere Salvatore Messina Denaro aveva incaricato appositamente Risalvato e Filardo " di contattare il predetto imprenditore presso la sede della sua azienda, per richiedergli una ''tangente'' di 100 mila euro, ossia quasi il 3% dell'importo della gara".
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