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20/05/2010 11:41:59

Approvata all'Ars la mozione per il rinvio della riforma Gelmini

L’attuazione immediata della riforma determinerebbe enormi difficoltà nella ridefinizione dei piani di dimensionamento scolastico e nella definizione dell’Offerta Formativa per gli insegnamenti aggiuntivi, con grave lesione dell’autonomia regionale.educatori.jpeg
La richiesta di rinvio di un anno, era stata avanzata dal mondo della scuola e fatta propria dalla Direzione Regionale del Partito Democratico del 16 maggio 2010. Detto rinvio consentirebbe di mettere mano alle molteplici criticità contenute nel progetto del Governo nazionale e garantirebbe alle Istituzioni coinvolte, prima fra tutte la Regione, il tempo necessario ad adempiere agli atti dovuti per un sereno avvio del prossimo anno scolastico.
Peraltro, l’avvio della riforma già dal settembre del 2010 causerebbe il taglio di centinaia di sperimentazioni, con una consistente riduzione del tempo scuola e dell’offerta formativa e con un inaccettabile impoverimento della formazione culturale dei giovani.
A ciò si sommerebbe la perdita di più di 5.000 posti di lavoro (tra docenti e personale A.T.A.) per il prossimo anno, in aggiunta agli 11.000 che la scuola siciliana ha già perso negli ultimi cinque anni.
Ha dichiarato infine l’On. Gucciardi: “Il Partito Democratico siciliano si oppone decisamente ad una politica nazionale volta allo smantellamento della scuola pubblica. Il drastico ridimensionamento del corpo docente e del personale A.T.A., l’espulsione dei lavoratori precari, l’aumento degli alunni per classe, la riduzione del tempo scuola, il taglio degli insegnanti di sostegno rientrano in un progetto di “controriforma” che mira ad applicare alla scuola una logica puramente competitiva, con un sistema di reclutamento di stampo leghista che mira alla regionalizzazione dei saperi. Le scelte del Governo nazionale avranno effetti drammatici sulla nostra Regione, sia dal punto di vista occupazionale, sia dal punto di vista dell’Offerta Formativa. Si apre una nuova “questione meridionale”: il Sud viene privato di opportunità di lavoro e di qualità della scuola”.