Lo sostiene il governatore della Sicilia, Raffele Lombardo, in una nota pubblicata sul suo blog. “Se il presidente del Consiglio avesse parlato un anno fa di modifica dell’articolo 41 e di defiscalizzazione per le imprese che investono al sud – spiega Lombardo – sarebbe stata una proposta più credibile. Noi avevamo stretto con lui un patto di alleanza
per il Sud che prevedeva misure relative alle infrastrutture e alla fiscalità di vantaggio. Oggi devo dire con molta franchezza, considerata la situazione delicatissima in cui si trova, sia il patto per la crescita sia i patti per il Sud hanno il sapore della della strumentalità, una sorta di escamotage per uscire dall’angolo in cui si è ritrovato”.
“Non entro nel merito della polemica - afferma il governatore – siamo stati a Todi due giorni e non ho neppure sfiorato i problemi che non riguardano solo lui ma l’Italia, il paese nel contesto internazionale, la nostra credibilità e le nostre imprese che cercano di affermarsi all’estero. Credo che siamo fuori tempo massimo, certo, se domani il consiglio dei ministri adotta un provvedimento che riguarda la Sicilia o la Calabria, tanto di cappello”.