10,00 - Oggi il Tribunale di Marsala deciderà sulla probabile assoluzione dei dipendenti del Comune di Marsala accusati di assenteismo. La sentenza è attesa per il primo pomeriggio. E' stato lo stesso pubblico ministero Annarita Coltellacci a chiedere l'assoluzione per gli otto dipendenti comunali incappati nei controlli «anti-assenteismo» effettuati nella primavera del 2007. Gli stessi, davanti al gup Giuliana Franciosi, avevano chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, condizionato, però, alla testimonianza dei rispettivi dirigenti di settore, che sono stati ascoltati lo scorso 12 gennaio.
Le loro dichiarazioni, probabilmente, hanno avuto un peso nella decisione del rappresentante dell'accusa di chiedere le assoluzioni. Queste sono state invocate dal pm per Antonina Argirò, Giuseppe Lombardo, Pietro Paolo Leprotto, Giancarlo Marino, Vito Trapani, Vincenza Maria Di Stefano, Rocco Occhipinti e Gianfranco Panic
ola. Tra gli avvocati difensori, Stefano Pellegrino e Antonina Bonafede.
Tra una settimana, invece, il giudice epr l'udienza preliminare Franciosi prenderà in esame la posizione degli altri cinque dipendenti comunali (sui tratta di Giovanni Bruno Canova, Vito Giacalone, Franco Aurelio Coppola, Antonino Tripoli e Michele Pipitone) che hanno invece scelto di essere giudicati con il rito ordinario.
In questo caso, il giudice dovrà decidere il rinvio a giudizio o il proscioglimento.
Inizialmente, gli indagati era 26. Poi, però, la metà di loro riuscì a spiegare perché, durante i controlli, era uscito dall'ufficio (per servizio, con un permesso, e anch per altre ipotesi). E così le richieste di rinvio a giudizio si ridussero a tredici.
Ad effettuare i controlli, tra aprile e maggio 2007, furono i poliziotti della sezione pg della Procura, che piazzarono delle micro-telecamere nei pressi del Municipio e di Palazzo VII Aprile, filmando i dipendenti che uscivano in orario di lavoro.
Una novantina, all'inizio, i nomi segnati dagli agenti. Poi, ridottisi a 26 dopo avere interrogato i capi settore. L'accusa ipotizzata è truffa ai danni dell'ente datore di lavoro.