Nuovo capitolo nell'inchiesta sulla presunta rete di falsi incidenti stradali scoperta dalla Procura di Trapani. Il Tribunale del Riesame di Palermo ha revocato l'obbligo di dimora disposto nei confronti dell'avvocato alcamese Ubaldo Ruvolo, accogliendo il ricorso presentato dai difensori Pietro Riggi e Antonio Turrisi.
Per Ruvolo cade quindi una delle due misure cautelari applicate dal Gip Massimo Corleo dopo l'interrogatorio di garanzia. Resta invece, almeno per il momento, la sospensione dall'esercizio della professione di avvocato per un anno, sulla quale il Tribunale del Riesame si pronuncerà il prossimo 14 settembre.
Il Riesame accoglie la linea della difesa
Secondo la difesa, il progressivo ridimensionamento del quadro accusatorio ha fatto venir meno le esigenze cautelari che avevano giustificato l'obbligo di dimora.
Una tesi che il Tribunale del Riesame ha condiviso, eliminando la misura che imponeva a Ruvolo di risiedere stabilmente ad Alcamo.
Da oggi il professionista torna quindi a potersi muovere liberamente.
L'inchiesta si è già ridimensionata
La decisione del Riesame arriva dopo il primo importante vaglio del Gip di Trapani.
Pur ritenendo sussistenti gravi indizi per alcuni episodi contestati, il giudice aveva infatti escluso le accuse più pesanti formulate dalla Procura.
In particolare erano cadute:
- l'ipotesi di associazione per delinquere, che secondo il pubblico ministero avrebbe visto Ruvolo al vertice di una struttura stabile dedita alle frodi assicurative;
- due contestazioni relative alla corruzione in atti giudiziari.
Il Gip aveva inoltre respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura, sostituendola con misure meno afflittive.
Restano sei contestazioni
La posizione processuale dell'avvocato alcamese resta comunque aperta.
Qualora si arrivasse al rinvio a giudizio, Ruvolo dovrà rispondere di sei capi d'imputazione: tre episodi di presunta induzione alla falsa testimonianza e tre ipotesi di tentata truffa.
Durante l'interrogatorio preventivo il professionista aveva fornito la propria versione dei fatti, contestando l'impianto accusatorio e dichiarandosi estraneo ai reati contestati.
Anche dopo la decisione del Riesame, la difesa ribadisce la convinzione di poter dimostrare la completa innocenza dell'avvocato.
A settembre la decisione sulla sospensione
Il prossimo appuntamento giudiziario è fissato per il 14 settembre.
In quella data il Tribunale del Riesame esaminerà il secondo ricorso presentato dai difensori, che chiedono l'annullamento della misura interdittiva che impedisce a Ruvolo di esercitare la professione forense per dodici mesi.
L'esito di quel procedimento sarà determinante per capire se cadrà anche l'ultima misura cautelare rimasta in vigore.
Gli altri indagati
L'inchiesta coinvolge complessivamente 29 persone.
Anche per gli altri indagati il Gip aveva respinto la quasi totalità delle richieste cautelari formulate dalla Procura, che comprendevano arresti domiciliari, obblighi di dimora e obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.
Tutti gli indagati restano comunque sottoposti al procedimento penale, mentre le indagini proseguono.