22/10/2011 08:12:13

In manette la "banda del pizzo" di Trapani ed Erice. 8 arresti. Ordini dalla Germania... su Facebook

Fu fermato individuato, a causa di un tamponamento,  dalle parti di Cassino, vicino Grosseto,  con un chilo e mezzo di eroina nascosta sotto al cofano dell'auto. Cominciò una caccia all'uomo che durò  72 ore quando Cammareri fu fermato  alla periferia di Trapani dopo 1200 chilometri di fuga attraverso quattro regioni. Secondo la polizia, si era rifornito di droga in Germania, per poi rivenderla nel mercato trapanese. 

12,00 - Le persone raggiunte da ordine di custodia cautelare emesso dal Gip di Trapani sono: FRANCESCO PAOLO CAMMARERI, 33 anni; IGNAZIO CAMMARERI, 30; ALBERTO CANGEMI, 40; CLAUDIO DI PIETRA, 25; IVAN RANDAZZO, 27; MICHELE SCARDINA, 47, sorvegliato speciale; GIUSEPPE BENINATI, 51; SALVATORE DI PIETRA, 33. 

11,10 - Cammareri, sfuggito a marzo ad un arresto, svolgeva la sua attività dalla Germania, dove si era rifugiato. Cammareri è stato localizzato dalla polizia attraverso lo studio dei contatti sul social network Facebook. Infatti l'indagato, utilizzando un account di comodo, si teneva in contatto con i suoi complici impartendo loro gli ordini circa i danneggiamenti o le minacce da effettuare nei confronti delle vittime. A Stoccarda Cammareri assieme al cognato Claudio Di Pietra finito ai domiciliari ha acquistato con i proventi dell'attività estorsiva - presso un fornitore in corso di identificazione una partita di eroina di un chilo e trecento grammi.

11,05 - L'organizzazione si avvaleva anche di ragazzini, "i picciriddi", incaricati di eseguire ritorsioni e danneggiamenti ai danni di attività commerciali o anche di accompagnare gli indagati, armati di coltello, presso gli esercizi commerciali taglieggiati di Trapani ed Erice. Gli indagati, a vario titolo, chiedevano la corresponsione mensile di somme di denaro o l'esecuzione gratuita di commesse di lavoro (ad esempio la realizzazione di infissi in alluminio), prospettando la necessità di adempiere a quanto richiesto per assicurarsi la necessaria "protezione" ed evitare spiacevoli episodi di danneggiamento alle attività commerciali.

10,30 - In manette sono finiti otto pluripregiudicati del quartiere San Giuliano a Erice. A capo della organizzazione malavitosa: Francesco Paolo Cammareri che si faceva chiamare da tutti "padrino", ma non aveva alcun collegamento con la mafia.

10,25 - Tra le vittime delle estorsioni un ristoratore, il titolare di un'impresa artigiana, dei gestori di sale scommesse, un noleggiatore d'autovetture ed un distributore di apparecchiature elettroniche da intrattenimento. Nel corso dell'indagine é stata rinvenuta una partita di eroina di 1,3 chili, acquistata con i proventi dell'attivitá estorsiva e destinata al mercato trapanese.

10,00 - Un'operazione della Questura di Trapani ha portato all'arresto di otto persone tra il capoluogo ed Erice. Per cinque di loro è scattata la custodia cautelare in carcere, per altri tre invece gli arresti domiciliari. Avrebbero imposto il pizzo a numerosi commercianti nel quartiere di San Giuliano, che ricade proprio tra i due Comuni.

Singolare particolare emerso dalle indagini è che il il capo dell'organizzazione utilizzava un account di comodo e fittizio sul Facebook per tenersi in contatto con i suoi sodali ed impartire gli ordini in merito alle riscossioni da fare, o le minacce e i danneggiamenti  per le vittime.

Tante le attività estorsive ricostruite dalle indagni, sia consumate che tentate.   Le vittime, spiega una nota della Questura di Trapani, erano gestori di esercizi commerciali. Oltre a una tangente mensile di circa 500 euro a vittima, gli indagati avrebbero ottenuto, sotto minaccia, anche autovetture a noleggio a titolo gratuito e libero accesso alle sale scommesse dove potevano fare le loro puntate gratuitamente.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Trapani nell'ambito dell'operazione denominata 'Pizzo al pomodoro'. I particolari saranno forniti nel corso di una conferenza stampa fissata alle 11 in questura, alla presenza del neo procuratore aggiunto di Trapani Ambrogio Cartosio e dei funzionari della Mobile .
 

 



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