La Sicilia contro il trattato di libero scambio Ue - Marocco
L’intesa che prevede misure di liberalizzazione reciproche per i prodotti agricoli, il pesce e i prodotti della pesca, desta molte preoccupazioni per le conseguenze negative che la sua applicazione avrebbe sul nostro sistema agricolo ed agroalimentare. Già dalle prime analisi effettuate dal centro studi di Confagricoltura è emerso che l’accordo sarebbe più favorevole al Marocco che all’Europa, in particolare per quanto riguarda il settore dell’ortofrutta.
“Bisogna bloccare il trattato tra Ue e Marocco o la nostra agricoltura sarà condannata alla fame” tuona il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo. Secondo il governatore “quando si dovesse ratificare questo accordo per la libera entrata di prodotti agricoli dal Marocco a tutta l’Europa non c’è dubbio che con quella concorrenza, visto che lì si usano anticrittogamici e si paga la manodopera un decimo di quanto la paghiamo noi, i nostri prodotti saranno spacciati”.
I controlli, come quelli effettuati questa mattina nei mercati ortofrutticoli di Catania e Palermo per contrastare l’ingresso di prodotti senza indicazione dell’origine, potrebbero essere meno utili. “O si blocca un trattato come questo oppure è inutile discutere – prosegue Lombardo – si condanna l’economia meridionale e siciliana, centinaia di migliaia di persone, alla fame”. In due lettere recapitate a Monti, Lombardo sottolinea la necessità di “rivolgere un appello e un allarme sulle conseguenze destabilizzanti e penalizzanti per l’economia, per i giovani e per le prospettive di sviluppo della Sicilia e delle regioni meridionali, che deriverebbero dall’approvazione dell’accordo tra Ue e Marocco”.
“Indignato” anche il consiglio direttivo di Confagricoltura Sicilia. “In queste condizioni – si legge in una nota – il nostro destino è assolutamente segnato e saremo i primi a dare vita a quella mobilità auspicata dal premier Monti con l’esodo in massa dalle campagne”.
Il Marocco ha creato 1.200 ettari di nuovi impianti per la produzione di agrumi. Secondo il ministero dell’Agricoltura marocchino, quest’anno la produzione aumenterà del 6% rispetto alla stagione precedente, per un totale di 1,86 milioni di tonnellate. A snocciolare questi dati, definiti “inquietanti”, è Coldiretti Sicilia. “La produzione di arance marocchina è stimata in 975.000 tonnellate, il 52,3% del totale degli agrumi – dicono il presidente e il direttore regionale della Coldiretti siciliana, Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione -. Non è certo ancora quantificabile la percentuale di agrumi che arriveranno in virtù di questo accordo scellerato. Ma anche solo un’arancia in più che arriva dal Nord Africa è una arancia in meno che i nostri produttori riusciranno a vendere. Si tratta di un tentativo di modificare per legge il panorama agricolo siciliano con gravissime ripercussioni occupazionali”.
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