17/02/2012 05:46:46

Il processo Golem II si sposta a Roma. A Rebibbia parla Calogero Rizzuto

Nell'ultima udienza, a Marsala, sono stati acquisiti i verbali delle testimonianze rese da Maria Nuccio e Vita Bono. Gli imputati sono in tutto tredici. Oggi a rispondere alle domande dei pm Marzia Sabella e Paolo Guido, del presidente Sergio Gulotta e degli avvocati difensori sarà il collaboratore di giustizia Calogero Rizzuto. Ex capomafia di Sambuca di Sicilia, due anni fa Rizzuto fu ascoltato dal Tribunale di Marsala (presidente Renato Zichittella) anche nel processo a Messina Denaro e Giuseppe Grigoli.

Rizzuto è uno dei "pentiti" che più di tutti sta collaborando per ricostruire il quadro della nuova mafia.
Tra i motivi del suo pentimento ce n’è uno di non poco conto: volevano ucciderlo.
Vicino alla famiglia di Sambuca di Sicilia già dal 1990  e formalmente affiliato nel 2003, diventa capo del suo mandamento che include, oltre alla sua città, anche Sciacca, Santa Margherita, Menfi e Montevago. Viene arrestato nel luglio del 2008 e comincia a collaborare nel settembre del 2009.
Calogero Rizzuto, tra la fine del 2004 e i primi del 2005, insieme a Gino Guzzo, capo della famiglia di Montevago, si recò a Castelvetrano per parlare direttamente con Matteo Messina Denaro e risolvere la questione di un debito di 600 milioni di lire in forniture varie che Giuseppe Capizzi, capo della famiglia di Ribera, aveva con Giuseppe Grigoli, alter ego di Matteo Messina Denaro nella grande distribuzione. “La famiglia Capizzi era arrivata a Matteo Messina Denaro per mezzo dello zio, Bernardo Provengano – dice Rizzuto – ma siccome i tempi erano lunghi per i pizzini… prima che ci arrivavano, c’erano discussioni… e allora si voleva arrivare direttamente a discutere di questa cosa ... il Matteo voleva sistemare la cosa con Provenzano, per non arrivare alle armi”.

Matteo Messina Denaro secondo gli ultimi verbali forniti dal collaboratore di giustizia Calogero Rizzuto, dopo aver messo le mani su svariati appalti, edilizia, fornitura di calcestruzzo, supermercati e centri commerciali, punterebbe sul business dei rifiuti soprattutto in quella parte di provincia di Agrigento vicina alla sua Castelvetrano, quindi a Montevago, Santa Margherita di Belice e Sambuca.