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28/03/2012 04:30:34

Parla Carla Rostagno: "Mio fratello rimase sconvolto, ma non dal giro di miliardi"

 Queste le dichiarazioni di Carla Rostagno: "Io lo ricordo come se fosse ora. Sulla storia di Natale L'Ala, lei mi disse che Mauro ebbe un incontro con L’Ala e da quell’incontro ne uscì sconvolto".

"Mi chiedo come mai Mauro rimane sconvolto da questa storia. Mauro non era un novellino che si sconvolgeva per una storia di miliardi. Ma da quel momento iniziano le sue paure. E  da quel momento inizia ad esternarle quelle paure. Dice di stare attenti alle macchine, dice di abbracciarci finchè ne abbiamo il tempo. Lo ha fatto con i ragazzi della comunità, con Ezio Mauro e  con i carabinieri. Io credo che Mauro rimase sconvolto, perchè, forse Natale L’Ala gli disse che era stata decisa la sua uccisione".

La prossima udienza è stata fissata  l'11 Aprile. Per  l'occasione saranno citati i testi Michele Monreale, l'On. Ino Vizzini e il giornalista Andrea Marcenaro, che si trovò  in visita alla comunità Saman qualche giorno prima dell'omicidio di Rostagno.

11:45  Terminata dopo un’ora e mezza l’audizione del luogotenente Cannas che ha confermato le sue precedenti dichiarazioni, dicendo di non ricordare e non confermare la circostanza in cui ebbe a dire alla signora Rostagno di un incontro tra Rostagno e esponenti della massoneria. Cannas ha detto di essere stato attaccato giornalisticamente in maniera denigratoria. Dicendo di essere stato danneggiato dal punto di vista dell’immagine. La Corte, vista la richiesta del Pm Del Bene che ha ritenuto non essersi dissolto il contrasto fra le diverse dichiarazioni, ha accettato la richiesta del confronto tra il Luogotenente e Carla Rostagno che è appena entrata in aula.

09,00  - Questa mattina si svolgerà la 26^ udienza del processo per l’omicidio di Mauro Rostagno. Il giornalista ucciso il 26 settembre del 1988 a Valderice nei pressi della comunità Saman. 

Imputati del delitto sono: Vito Mazzara, ritenuto l’esecutore materiale e Vincenzo Virga, il mandante. Di fronte alla Corte d'Assise di Trapani saranno chiamati a testimoniare ancora una volta, Carla Rostagno, sorella del sociologo, e il luogotenente dei carabinieri Beniamino Cannas. Erano stati già ascoltati in dibattimento, e la sorella di Rostagno nel corso della sua audizione disse di essere stata informata dal Cannas riguardo all’indagine giornalistica che Mauro stava facendo sulla massoneria trapanese, e su un incontro di Rostagno con un esponente  della  stessa consorteria. Quell’episodio però non è stato mai confermato da Beniamino Cannas, motivo per cui i Pubblici Ministeri Francesco Del Bene e Gaetano Paci hanno deciso di riascoltare entrambi i testi.

Nel corso dell’ultima udienza del 15 marzo scorso, sono stati ascoltati come testi assistiti, i due pentiti Francesco Di Carlo e Francesco Marino Mannoia. Entrambi, oltre a fare un excursus storico della loro carriera criminale all’interno dell’organizzazione mafiosa, hanno dichiarato di essere venuti a conoscenza dell’omicidio Rostagno, e che questo era per loro un omicidio compiuto dalla mafia. Mannoia ha risposto così alla domanda del PM Paci. Mannoia: “La vicenda Rostagno la ricordo come quella di Impastato che parlava male di Badalamenti. Rostagno parlava male di Marianeddu (Mariano Agate, boss di Mazara del Vallo) e lui era infuriato per questo. Il manifestare un malumore, era all'interno di “cosa nostra” come voler eliminare qualcuno, ma ho appreso solo le lamentele di Mariano Agate”.

Di Carlo invece, rispondendo alla domanda del PM Paci, sempre relativa all’omicidio Rostagno disse: “Di Mauro Rostagno ho sentito parlare attraverso la stampa, ma anche all'interno di Cosa Nostra. Quando ho appreso dell'omicidio, ho capito che era Cosa Nostra, e ho avuto la conferma. Per saperne di più ho chiesto a Giovanni Caffrì e Benedetto Capizzi. Mi hanno risposto che l'omicidio era una cosa fatta da Cosa Nostra, e non come dicevano i giornali una pista interna”.


Carlo Rallo