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04/04/2012 09:03:45

A Castellammare del Golfo nove Comuni si mettono insieme contro la crisi della pesca

 Il Gruppo di azione è un partenariato pubblico e privato che coinvolge nove Comuni che hanno continuità territoriale (ognuno confina con almeno un altro lungo la linea di costa) e varie associazioni che operano nel settore ittico. Il Gac ha elaborato il Piano di Sviluppo Locale (PSL) per partecipare al bando regionale “Sviluppo sostenibile delle zone di pesca” del Fondo Europeo della Pesca, che prevede proprio interventi a favore dello sviluppo della pesca e delle zone di pesca. «Abbiamo redatto il piano tramite il nostro efficiente sportello Europa, dopo aver coinvolto gli operatori del settore, ed è stato già presentato a finanziamento, sul quale abbiamo ottime prospettive -spiega il vicesindaco Carlo Navarra-. Il Gac “Golfi di Castellammare e Carini” nasce dall’intento dei nove Comuni del Golfo di Castellammare di intraprendere un percorso unico di sviluppo che parta dalla risorsa “mare” e coinvolga gli operatori che vi trovano fonte di sostentamento e lavoro. Abbiamo avuto una serie di incontri e lavorato molto per costruire un percorso di sviluppo comune di un settore produttivo importante per l’economia di questa porzione di territorio, ma sempre più indebolito dalle regole della concorrenza e dalle norme. Dalle rilevazioni mediante interviste a campione nelle cinque marinerie del GAC, emerge un settore in difficoltà, caratterizzato generalmente da piccole imprese sottocapitalizzate. Gli occupati nella pesca risultano circa 500 addetti in 217 imbarcazioni». Il partenariato di cui si compone il GAC “Golfi di Castellammare e Carini” è formato da una componente pubblica, rappresentata dai Comuni di Castellammare del Golfo (ente capofila), Isola delle Femmine, Balestrate, Capaci, Cinisi, Alcamo, Trappeto, Carini, Terrasini, dal Consorzio Universitario della Provincia di Trapani, dall’Istituto Ambiente Marino Costiero del C.N.R. e dal Consorzio Golfo di Castellammare per lo Sviluppo del Patrimonio Ittico. La componente privata, espressione del settore ittico primario, è rappresentata da: Co.Ge.P.A. Golfo di Castellammare e Palermo Ovest, Lega Pesca, Unicoop Pesca, Federpesca, AGCI Agrital Associazione Generale Cooperative, Coldiretti Impresa Pesca. Completano la prima componente privata le società cooperative che raggruppano la quasi totalità degli operatori della pesca del territorio coinvolto dal GAC. Altra componente privata, espressione della filiera ittica e dell’economia locale, è rappresentata dai GAL “Terre Normanne” e “Golfo di Castellammare”, dall’Associazione Albergatori della Provincia di Palermo– Federalberghi, dall’Istituto di Ricerche Economiche per la Pesca e l’Acquacoltura (IREPA Onlus), del Centro Raccolta Aste di Terrasini, dall’Osservatorio Nazionale della Pesca, dalla Banca Don Rizzo di Alcamo, dall’Associazione Artistico Culturale “Luce d’Arte”, dalla “Mare Service”, società cooperativa a r.l., dal Centro di Solidarietà “Nicola Coppola” e dal Nauticlub Poseidon.

 


Approfondimento Gruppo di azione costiera “Golfi di Castellammare e Carini”.
L’entità della popolazione residente, secondo i dati ISTAT 2010, ammonta nel complesso a 147.220 abitanti. L’area marina antistante i comuni del GAC è attualmente interessata da due aree protette finalizzate alla conservazione naturalistica- (l’Area Marina Protetta di Capo Gallo-Isola delle Femmine) e delle risorse di pesca nel Golfo di Castellammare in cui è vigente il divieto dello strascico. L’area interdetta si estende nel tratto di mare compreso entro la congiungente tra Capo Rama e Torre dell’Uzzo. Questa iniziativa ha consentito da un lato il recupero delle risorse ittiche pesantemente sfruttate dalla pesca a strascico, e dall’altro la ripresa della piccola pesca, altrimenti destinata al collasso a causa del conflitto con lo strascico e dell’impoverimento delle risorse costiere. La piccola pesca costiera è il segmento di pesca più rappresentativo. Il numero di natanti iscritti negli uffici marittimi ricadente nel territorio del GAC, ammonta a 187. Il naviglio peschereccio iscritto negli Uffici marittimi del GAC “Golfi di Castellammare e di Carini” è costituito da 217 imbarcazioni. La pesca a Terrasini assume connotati di tipo industriale per il maggiore capitale investito, a Castellammare, Balestrate e Trappeto, invece, è artigianale e a gestione familiare. Anche a Isola delle Femmine è molto importante la piccola pesca costiera, tuttavia non mancano imprese di pesca specializzate. Dal 1992 ad oggi, si è verificata una contrazione della numerosità del naviglio in tutte le marinerie indagate. La marineria di Castellammare, però è quella che ha rilevato il decremento minore (-7,7%), probabilmente per due motivazioni principali: la minore stazza delle imbarcazioni (ossia pesca costiera locale entro 1 oppure 3 miglia) e la posizione centrale del porto nella fascia costiera del Golfo, che hanno consentito ai pescatori di Castellammare di avvantaggiarsi dei benefici del divieto dalla pesca a strascico nel Golfo (L.R. n.25 del 1990). Riguardo i principali attrezzi di pesca, nel GAC “Golfi di Castellammare e Carini” prevale la piccola pesca: l’84% del naviglio delle marinerie, pari a 182 natanti, è costituito da battelli di piccole dimensioni che utilizzano reti da posta, palangari, nasse, lenze ed altri attrezzi artigianali. L’obsolescenza del naviglio e l’età avanzata degli operatori depongono verso il declino progressivo delle marinerie della zona, i cui operatori si rivolgono sempre più verso la riconversione professionale con il conseguente abbandono dell’attività di pesca. È anche questo un sintomo della crisi che attanaglia la piccola pesca, la più colpita dal depauperamento delle risorse ittiche costiere e dal degrado degli ecosistemi, in cui tale attività artigianale opera. Nel 2011, dalle informazioni rilevate mediante intervista diretta agli operatori della pesca, la produzione ittica nell’area di riferimento del GAC è stimata in circa 2mila tonnellate, per un fatturato di 5,7 milioni di euro. Circa il 55% della produzione complessiva è da attribuire allo strascico. Mediamente la produzione di un peschereccio a strascico iscritto nell’area di competenza del GAC è di circa 8,6 tonnellate annue per un ricavo di circa 96 mila euro. Il confronto dei dati di produzione con i risultati raggiunti nell’anno precedente, mette in risalto una discreta diminuzione delle quantità sbarcate (-20%); tale performance negativa è stata registrata anche sul volume d’affari con un decremento del 15%. La flessione delle catture, che ha riguardato tutti i segmenti della flotta, è da attribuire da un lato al minore sforzo esercitato dai pescherecci, dall’altro ad una più bassa quantità di prodotto pescato. Inoltre, la più scarsa presenza di specie dall’elevato pregio commerciale ha determinato, nonostante la carenza dell’offerta, una sostanziale stabilità del prezzo che si è attestato su circa 7,00 €/kg. Per quanto riguarda le specie, sono diminuite le catture di gamberi (-20%) e di triglie di fango (-15%).