26/04/2012 06:00:46

Oggi Matteo Messina Denaro compie 50 anni

Matteo Messina Denaro nasce nel 1962 a Castelvetrano. E’ figliodi Francesco Messina Denaro detto “Don Ciccio” capo mandamento della mafia trapanese. I suoi soprannomi sono “U Siccu”, per la sua fisionomia alta e smagrita, e “Diabolik” per la sua  predilezione per il fumetto creato dalle sorelle Giussani.

“Con le persone che ho ammazzato, io potrei farci un cimitero” questa è la citazione più frequente che viene attribuita al boss.

E’ ricercato e condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto d’armi di materiale esplosivo, furto. Ma soprattutto è stato ritenuto colpevole e condannato in via definitiva all’ergastolo per le stragi del 1993 inserite nel più ampio schema che si è andato a delineare con la trattativa stato-mafia. Risulta essere infatti l’erede diretto di quell’area stragista, interventista e violenta capeggiata da Riina - e non approvata da Provenzano – che ebbe i suoi risultati più tragici tra il ‘92-’93.

Secondo quanto affermato anche dal pentito Giuffrè “Messina Denaro era il gioiello di Riina, è lui il depositario del suo archivio”. L’archivio di cui parla Giuffrè sarebbe quel faldone di appunti e contatti custodito da Totò Riina e fatto sparire in tutta fretta il giorno della sua cattura grazie anche al complice ritardo nella perquisizione del covo - 17 giorni - da parte dei carabinieri del Ros.

Nel 2009, nel 2010, e infine qualche mese fa, a Dicembre 2011 (operazione "Campus Belli") le forze dell'ordine hanno fatto terra bruciata intorno al latitante, arrestando e portando nelle aule dei tribunali fiancheggiatori e sodali di Diabolik. Ma del capo di Cosa nostra nessuna traccia, anche se in tanti sospettano che in realtà il conto alla rovescia per la sua cattura sia già cominciato,  e che il 2012, anno di anniversari dolorosi (è il ventennale dalle stragi di Capaci e di Via D'Amelio) potrebbe essere anche l'anno della fine della latitanza dell'ultimo capo di Cosa nostra.  

Tanti anche gli imprenditori insospettabili ritenuti suoi fiancheggiatori e sodali. L'ultima vicenda ha colpito Mr Valtur, Carmelo Patti, originario di Castelvetrano, proprio come Messina Denaro, per il quale il Tribunale delle Misure di Prevenzione ha cominciato da poco un processo per il sequestro di tutti i suoi beni: l'imprenditore, infatti, è ritenuto un prestanome del boss. Prima un altro famoso prestanome di Messina Denaro è stato Giuseppe Grigoli, il re dei supermarket, condannato proprio con Messina Denaro nel Gennaio del 2011 dal Tribunale di Marsala.