27/04/2012 05:12:39

Processo Golem II, Linares: "Lorenzo Catalanotto è l'autore dell'atto incendiario ai danni del consigliere Calamia"

 

14.30 -  Riguardo agli imputati e a delle intercettazioni intercorse tra Catalanotto Lorenzo e Risalvato Giovanni, Linares ha risposto ai PM  Marzia Sabella e Paolo Guido dicendo che durante le indagini è stato scoperto che il Catalanotto Lorenzo,  “picciotto” del Bar Mojto di Castelvetrano, fu l’autore dell'attentato incendiario ai danni dell’abitazione del consigliere comunale Pasquale Calamia.

13.50 -  Linares:  "con le intercettazioni ambientali e telefoniche abbiamo capito che tutti i soggetti  imputati in questo processo erano coinvolti nella trasmissione dei bigliettini e si  adoperavano per garantire  la latitanza di Matteo Messina Denaro e il mantenimento delle famiglie di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna. Con le nostre indagini siamo riusciti a identificare due fasi della vitalità del sodalizio, una con la reggenza di Filippo Guttadauro, e dopo il suo arresto con Salvatore Messina Denaro".

"Questi soggetti avevano appuntamenti nell’officina dell’Ippolito, e altri incontri avvenivano anche nella residenza del Guttadauro a Castelvetrano, o all’altezza dello svincolo di Tre Fontane, o alla spiaggia stessa di Tre Fontane".

"Gli appuntamenti venivano fissati con squilli telefonici o con telefonate, con la scusa ad esempio che dovevano recuperare un pezzo di ricambio. Una volta si faceva  riferimento alla manutenzione delle ruote, un’altra volta era il cambio.  L’oggetto della conversazione era sempre diverso".

12.45 - Gli spostamenti e i rapporti intercorsi tra gli imputati Giovani Filardo, Lorenzo Catalanotto,  Vincenzo Panicola e Ippolito Leonardo sono al centro del dibattimento che vede il dott. Giseppe Linares ripercorrere  le indagini che hanno condotto  all’operazione Golem II.

11.45 - Con l'analisi dei pizzini scambiati tra Svetonio (Vaccarino) e Alessio (Messina Denaro), Linares ricorda che Vaccarino a partire del luglio 2006 è stato sospettato di essere un favoreggiatore del latitante. Le analisi successive hanno però fatto scoprire i contatti dello stesso Vaccarino con il personale del Sisde sin dal 2003.

Linares: "sulla base di queste indagini ci si accorge che il Vaccarino ha rapporti con uffici del Sisde a Roma. Hanno dei contatti settimanali e lui riferiva il contenuto delle missive che riceveva da Messina Denaro. Le nostre indagini,  le nostre intercettazioni ci permettono di verificare  che  effettivamente il Vaccarino aveva dei contatti con uomini del Sisde".

"Dalla Procura abbiamo così interpellato il Sisde, che ci faceva pervenire il contenuto dei contatti con il Vaccarino, iniziati dal 2003. Il Sisde  ha poi fornito una relazione il 30/01/2007 avente come oggetto le missive intercorse tra Vaccarino e Alessio dall'ottobre 2004 a luglio 2006".

I pizzini inviati da Matteo Messina Denaro, la raccolta di tutte le missive che il latitante castelvetranese ha iniziato ad inviare ai suoi familiari sin dal 1996, e poi negli anni a seguire ai boss Bernardo Provenzano, Salvatore e Sandro Lo Piccolo e al professore Vaccarino, sono al centro della escussione in aula dell'ex capo della squadra mobile di Trapani Giuseppe Linares.

10.50 - PM Sabella: "Chi era Matteo Messina Denaro al momento dell'operazione Golem II?"

Linares: "Messina Denaro era il vertice della  famiglia mafiosa trapanese. Dopo gli arresti di Sinacori, dei latitanti marsalesi, i fratelli Amato, Andrea Mangiaracina e Natale Bonafede, era lui l'unico erede e successore del padre deceduto nel 1998"

"Le indagini hanno appurato i rapporti e l’influenza di Messina Denaro anche nelle famiglie mafiose del palermitano, per i suoi rapporti di Parentela con i Guttadauro e in particolare con Filippo suo cognato".

10.30 - Iniziata la deposizione di Linares che sta rispondendo alle domande del PM Marzia Sabella.

09.00 - Giuseppe Linares testimonierà oggi davanti alla Corte d’Assise di Marsala al Processo Golem II, che vede tra gli imputati il numero uno di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro e tredici suoi fiancheggiatori.

Dopo le importanti testimonianze dei mesi scorsi, del consigliere comunale di Castelvetrano Pasquale Calamia e di Nicola Clemenza, vittime entrambi di attentati incendiari, e parti civili del procedimento giudiziario in corso, è arrivato il momento della testimonianza dell’ex capo della squadra mobile di Trapani, dal febbraio scorso Direttore della Divisione Anticrimine della Questura di Trapani. Di sicuro Linares sarà chiamato a parlare delle milleottocento pagine di conversazioni delle intercettazioni ambientali e telefoniche degli imputati.

Da anni è impegnato in prima linea nella ricerca del latitante Matteo Messina Denaro, ha condotto diverse operazioni antimafia,  “Peronospera”, “Mafia e Appalti” e “Golem1 e 2” che hanno quasi azzerato del tutto la manovalanza mafiosa a disposizione del boss di Castelvetrano. Per capire come l’azione degli inquirenti sia stata così determinata, non c’è modo migliore che leggere le parole trascritte in un pizzino del famigerato Alessio, pseudonimo che Matteo Messina Denaro utilizzava per comunicare nelle sue missive.

In un pizzino trovato nel covo di Montagna dei Cavalli, a Corleone, dove si nascondeva Bernardo Provenzano, il boss rispondeva al “Padrino”, che gli aveva chiesto notizie su qualcosa che riguardava Marsala. Messina Denaro in quel pizzino commentava amaramente che non poteva far nulla, perchè c'erano stati gli arresti che avevano decimato la cosca, e chiudeva dicendo che l'azione delle forze dell'ordine era così forte che dopo gli uomini, sembrava fossero destinate ad essere portate via anche le sedie.

Carlo Rallo