Il Pd esce ufficialmente dalla maggioranza di Lombardo, che prepara un governo "acchiappa - voti"
A comunicarlo è il capogruppo Antonello Cracolici, doopo un vertice di due ore, che però si dice «contrario alla mozione di sfiducia », e apre a possibili alleanze con l’Mpa: «Il centrosinistra deve discutere con le forze moderate e autonomiste», dice.
Il segretario Giuseppe Lupo ha convocato una direzione regionale del partito lunedì per sancire la rottura del rapporto con Palazzo d’Orleans. 
Si è rotto quel «fidanzamento in casa», lanciato proprio da Cracolici e da un pezzo importante del Pd due anni fa. «Riteniamo esaurita e chiusa la fase del governo tecnico, anche perché
non c’è più un governo tecnico — dice il capogruppo — dopo la nomina degli assessori politici Alessandro Aricò e Giuseppe Spampinato, è venuta meno la natura tecnica della giunta. Quindi da oggi non sosterremo più i provvedimenti del governo a Sala d’Ercole, ma valuteremo caso per caso e speriamo che l’Assemblea affronti in questi due mesi alcune
emergenze, come quella sul precariato negli enti locali».
Cracolici si dice però contrario alla mozione di sfiducia: «Sento parlare di mozione di sfiducia e di raccolta di firme per le dimissioni dei deputati — dice — mi sembrano discorsi assurdi: il governatore, con grande senso di responsabilità, ha detto che si andrà al voto il 28 ottobre e che quindi si dimetterà il 28 luglio. Se poi questa sua promessa non viene mantenuta, allora vedremo». Il capogruppo lancia poi un messaggio a Lombardo, temendo la nascita di una giunta elettorale, ma continua a tenere la porta aperta a un’alleanza con l’Mpa in vista delle prossime elezioni regionali: «Lombardo eviti di trasformare il governo in una giunta elettorale, sono certo che avrà il senso delle istituzioni e della misura — dice — per il futuro,
poi, sono convinto che si debba costruire un’alleanza con il centrosinistra e le forze moderate, come l’Udc, e autonomiste, come l’Mpa. Ricordo a tutti che in Sicilia il centrosinistra non è purtroppo maggioranza, e anche le elezioni a Palermo lo hanno dimostrato: le liste non del centrosinistra hanno ottenuto il 61 per cento dei voti». Sugli assessori tecnici di area Pd ancora in giunta, Cracolici è netto: «Il Pd non ha mai indicato nessuno, e quindi non chiede le dimissioni di nessuno».
Intanto dopo Giosuè Marino, potrebbe lasciare a giorni anche Pier Carmelo Russo. Mentre Mario Centorrino è pronto a rimanere almeno fino all’approvazione dell’Avviso 20 sulla formazione, che riguarda 8 mila operatori, e Marco Venturi non sembra intenzionato a mollare.
Il Presidente Lombardo, dal canto suo, è tranquillo, ed ha un piano segreto. Un “monocolore” da trasformare in macchina elettorale per questo ultimo tratto di legislatura.Primo obiettivo: quello di puntellare lo schieramento dando almeno un posto in giunta a tutti i partiti.
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