Scegliendoli, ovviamente, nella lista dei suoi fedelissimi. Se l’operazione gli riuscisse, Lombardo controllerebbe i posti di comando della Sanità siciliana per i prossimi tre anni. Sarebbe la ciliegina sulla torta nella infornata di nomine che il Governo sta facendo in questi giorni in vista delle elezioni di ottobre. Una cosa vergognosa. Talmente inaudita da mettere insieme, contro Lombardo, quasi tutti i partiti, dal Pdl al Pd. Il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, ha depositato in commissione Bilancio una norma che proroga di un anno i contratti dei manager della Sanità.
Cascio ha già anticipato la sua intenzione alla conferenza dei capigruppo ma anche allo stesso governatore, che ha incontrato nel suo studio a Palazzo dei Normanni qualche giorno fa. E Lombardo, racconta, non l’ha presa nel modo migliore: «Mi ha fatto notare — dice Cascio — che una simile norma è improponibile. Gli ho risposto che, se permette, cosa sia improponibile e cosa non lo sia lo decido io».
La norma rischia di compattare l’ampio fronte anti-lombardiano: anche il Pd, il cui gruppo valuterà oggi la presentazione di una mozione di sfiducia contro il governatore, è pronto ad appoggiarla.
E anche Udc, Pid e Grande Sud sono pronti a schierarsi a favore della norma che proroga i contratti dei direttori generali della Sanità. Anzi, l’obiettivo è quello di neutralizzare qualsiasi scelta di Lombardo che riguardi il sottogoverno.
Gianpiero D’Alia, segretario regionale dello scudocrociato, ha proposto una norma che introduce anche per enti e società regionali lo spoils-system: qualsiasi nomina fatta in queste settimane,in pratica, potrebbe essere messa in discussione dal prossimo governo.
Rudy Maira, segretario del Pid, si è spinto decisamente oltre: con la legge-omnibus viaggia anche un suo emendamento che rende inefficace tutte le designazioni fatta dal governatore da ora sino alla fine di dicembre. E Maira dice di essere pronto ad andare in procura: «Non sono tipo da giocare con queste cose, ma Lombardo — afferma — ha superato davvero il limite: nella penultima seduta dell’Ars era stato votato un ordine del giorno che vietava al governo di fare nuove nomine. Un atto d’indirizzo violato più volte, negli ultimi giorni, dal governatore. Io ritengo si configuri almeno un illecito amministrativo ». In questo clima si avvicina l’epilogo della legislatura. Con il Pd che, ritirato l’appoggio, cerca di limitare i danni e con Lombardo che, alle persone più vicine, ha confidato di volersi “vendicare” dello sgarbo subito dai democratici.
Nel frattempo Lombardo perde un altro pezzo: si dimette l’assessore Pier Carmelo Russo. Al suo posto entra il costruttore Andrea Vecchio. E al Pd
che lo accusa di aver dato vita a «un governo elettorale e di fare solo nomine», Lombardo replica: «Ma perché ci si scandalizza, visto che i precedenti erano tutti uomini miei? Comunque nella sanità non farò nuovi manager». Nominati intanto il cda dello Zooprofilattico e dell’Irsap.