Processo per la morte di Di Giovanni. Attesa per oggi la sentenza del Gup di Marsala. Anche Rallo chiede l'abbreviato
Sul banco degli imputati il 20enne Vito Di Dia che era alla guida della Fiat Punto scontratasi con la Pegeout 206 condotta dal Di Giovanni, deceduto quattro ore dopo l'incidente per la gravità delle ferite riportate nell'incidente. Leo Di Giovanni, affetto sin dalla nascita da osteogenesi imperfetta per la quale era costretto in una sedia a rotelle, aveva conseguito la patente sette anni prima. Nonostante le sue condizioni fisiche si era laureato con 110 e lode in viticoltura ed enologia. Al momento dell'incidente era in auto con la fidanzata. Dinanzi al Gup Di Dia ha chiesto il patteggiamento e i suoi avvocati Paolo Paladino e Giampaolo Agate hanno proposto la condanna ad un anno e due mesi di reclusione che, con il patteggiamento, dà il diritto alla sospensione della pena. A rappresentare in aula la parte civile, che ha espresso amarezza per la mitezza della condanna richiesta, gli avvocati Pino Pinna e Giuseppe Marino. Intanto il padre di Leo Di Giovanni, Antonino, ex sovrintendente di Polizia in pensione, è tornato a sottolineare il «ritardo nei soccorsi».
La violenza dell'impatto ha reso necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco che hanno dovuto estrarre l'uomo dalle lamiere dell'automobile.
E ha chiesto di definire la sua posizione con rito abbreviato anche Riccardo Rallo, il giovane di Trapani chiamato a rispondere della morte di Marco Di Vita, lo studente di 16 anni travolto da un auto ed ucciso.
La richiesta è stata formalizzata dai difensori, gli avvocati Giuseppe De Luca e Germana Tarantolo. I legali hanno anticipato che il loro assistito intende sottoporsi ad interrogatorio.
La morte di Marco De Vita, travolto il 2 aprile dello scorso anno da un’auto in Corso Piersanti Mattarella sembrava inizialmente
un incidente. . Ed invece, dall’esame del filmato delle telecamere del sistema di videosorveglianza è emerso che Riccardo Rallo avrebbe volutamente investito lo scooter su cui viaggiava lo studente. Secondo i periti, nominati dall’autorità giudiziaria, si sarebbe trattato di una condotta volontaria. Tesi contestata dalla difesa.
Ma il pubblico ministero Rossana Penna ha depositato la trascrizione di un intercettazione che sembrerebbe confermare l’ipotesi accusatoria.
Il fratello di una ragazza che al momento dell’incidente si trovava in auto con Riccardo Rallo avrebbe affermato, nel corso della conversazione, intercettata
ell’ambito di un’altra indagine, che la sorella avrebbe mentito agli inquirenti.
La ragazza è indagata. La prossima udienza è fissata per il 4 Luglio.
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