UIL: “Se Roma non taglierà il carcere di Marsala, allora chi ne vuole la soppressione?”
Queste sono le parole di Gioacchino Venezioano, leader siciliano del sindacato di categoria dei lavoratori delle carceri, rispetto le dichiarazioni rese dal Ministro della Giustizia, che hanno chiarito che i presidi di sicurezza come carceri e tribunali non sarebbero intaccate dal Governo Monti.
"Eppure - dichiara il Coordinatore della UILPA Penitenziari Siciliano – dalle parole del capo delle carceri siciliane, nei due incontri mai ha pronunciato la frase che la chiusura del penitenziario Lilibetano, fosse generata solo per le cattive condizioni igieniche sanitarie, ma è stato chiaro che la soppressione è determinata solo per fare la spending review… Noi della UILPA, infatti, non abbiamo firmato nessun accordo con il Provveditore Regionale rispetto la Sua proposta di mobilità pilotata, anzi abbiamo ribadito la nostra netta contrarietà, e quindi ci batteremo con ogni mezzo, ogni presidio di legalità che chiude è una sconfitta per lo Stato, quindi siamo convinti che qualcuno al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a Roma, oppure al Provveditorato Regionale delle carceri Siciliane abbia informato male la Ministra della Giustizia Paola Severino, infatti siamo sicuri che bastava passare dall’Ucciardone per fare scoprire che il Carcere di Capo Boeo poteva rimanere ancora funzionante, e teniamo a precisare che per quanto riguarda al “presunto” risparmio sempre ricordato dal Provveditore, ci andrei molto cauto perché - continua Veneziano - il peso di tutti gli spostamenti inerenti l’attività giudiziaria e penitenziaria verrà trasferita di ben 64 km, quindi alla lunga tutta questa economia, sarà solo fittizia, determinando paradossalmente un maggiore sovraffollamento dei detenuti nelle strutture limitrofe….”(Favignana, Trapani, Castelvetrano)
"La verità per noi della UIL - continua Veneziano - è solo una: cioè che con un piccione si volevano prendere due fave, quindi chiusura del carcere di Marsala serve solo a rimpinguare gli organici carenti nelle carceri che interessavano all’Amministrazione Penitenziaria, e tutto questo dovrebbe avvenire calpestando il diritto dei lavoratori di scegliersi la sede".
“Noi - conclude Veneziano, - rinnoveremo il nostro appello al Procuratore della Repubblica di Marsala, al Presidente del Tribunale di Marsala, al Presidente della Camera Penale di Marsala, dell’Ordine degli avvocati, ai parlamentari Nazionali e Regionali, al Presidente del Consiglio Provinciale di Trapani, al Sindaco di Marsala, di Trapani e di Erice, e ai consiglieri provinciali e comunali, perché anch’essi perorino la nostra causa”.
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