Restano in carcere Savalli e Purpura, gli amanti accusati dell'omicidio di Maria Anastasi a Trapani
Anastasi era all'ultimo mese di gravidanza. Un medesimo disegno criminoso premeditato con l’aggravante della crudeltà in cui entrambi hanno, secondo i magistrati della Procura, avuto un ruolo. I due, intanto, continuano ad accusarsi a vicenda. Giovanna Purpura, davanti al gip Antonio Cavasino, che l’ha interrogata nel carcere di San Giuliano alla presenza degli avvocati Michele Renda ed Elisa Demma, ha ribadito di essere stata solo testimone dell’efferato delitto.
Lei, continua a dire, di non darsi pace per la morte di Maria e della bambina. Ad ammazzarla sarebbe stato solo Salvatore Savalli. Ma la sua versione non ha convinto il giudice che ha convalidato il fermo. Savalli e Purpura si accusano a vicenda. Ma chi ha sferrato i colpi di piccone che hanno ucciso Maria Anastasi e chi poi ha bruciato il corpo? Risposte importanti che incideranno sull'eventuale commisurazione delle pene.
Anche Savalli è in carcere, in isolamento perché si teme la reazione degli altri detenuti: il delitto di cui si è macchiato, anche per la popolazione carceraria, è considerato infamante.
Non pare aver cambiato le sue abitudini, la mattina continua a fare flessioni e, secondo gli agenti di polizia penitenziaria, ha un comportamento «sereno». Anche lui continua ad accusare la sua amante che, pare, avrebbe avuto una precedente relazione con suo fratello, Mario. Una relazione che si era conclusa e in seguito alla quale la donna aveva trovato ospitalità a casa Savalli, con i due figli e la moglie. L’avrebbe introdotta a casa «per pietà» e poi sarebbero diventati amanti. Le indiscrezioni vanno oltre fino a giungere ad una presunta denuncia che Salvatore Savalli l’avrebbe costretta a sporgere, per lesioni, nei confronti del fratello.
Quello che è certo è che Maria Anastasi era diventata un ostacolo alla loro relazione. Andava eliminata. Il piano è stato portato a compimento mercoledì, anche se non si conoscono i ruoli che i due amanti hanno avuto.
Le indagini, condotte dai carabinieri del Comando che sono rimasti molto vicini alla famiglia e ai figli di Maria Anastasi, continueranno grazie al lavoro dei Ris di Messina chiamati per eseguire gli accertamenti sull’auto di Savalli, una Fiat Punto, e sul luogo dove è stato trovato carbonizzato il corpo di Maria, uccisa a colpi di piccone in testa. Ieri gli esperti del Ris hanno
iniziato gli accertamenti sulla Punto nera con il cofano amaranto, che da giovedì è in custodia al Comando dei carabinieri. I risultati saranno resi noti nei prossimi giorni, così come l’esito di un ulteriore sopralluogo nella strada sterrata, fra i terreni di contrada Zafarana, in cui giovedì scorso, è stato trovato il cadavere semicarbonizzato.
In considerazione del quadro indiziario estremamente complesso, la difesa di Salvatore Savalli ha deciso di affidarsi ad un superconsulente, Roberta Bruzzone, criminologa ed esperta forense con studio in via Giuseppe Mazzini, a Roma. Si tratta di una professionista esperta. S'è occupata di importanti casi, dalla strage di Erba alla morte di Sara Scazzi, alla tragica fine di Melania Rea. Personaggio noto anche al grande pubblico televisivo per le sue partecipazioni alla trasmissione «Porta a Porta» di Bruno Vespa. La criminologa, contattata nei giorni scorsi dall'avvocato Giuseppe De Luca, difensore di Salvatore Savalli, ha già accettato l'incarico. La sua esperienza potrebbe rivelarsi determinante. Come importante sarebbe l'eventuale contributo del generale dei carabinieri in pensione Luciano Garofano, ex capo del Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma, altro professionista di provata affidabilità, anch'egli noto al grande pubblico televisivo per la sua partecipazione ad importanti trasmissioni, contattato nei giorni scorsi dallo stesso studio legale. S'è trattato però solo di un primo contatto informale. Il generale ha chiesto un termine per valutare il caso, prima di accettare, eventualmente, l'incarico.
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