Venti anni fa il suicidio di Rita Atria, la "picciriddra" di Paolo Borsellino. Una siciliana ribelle
Libera la ricorderà con una messa in Chiesa Madre, a Partanna, cocelebrata dal Vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, e il presidente di Libera, Don Luigi Ciotti. La messa è alle 17, poi ci sarà un corteo sino al cimitero ed alle 21 il concerto in piazza. Per chi vuole partecipare, Libera dà appuntamento alle 15 e 30 davanti al centro sociale di Sappusi e alle 16 in Piazza Fiera a Strasatti.
«A vent’anni dalla morte tragica di Rita Atria è giunto il momento di pacificare la comunità partannese, civile ed ecclesiale, chiudendo un capitolo assai doloroso della storia recente - dice il Vescovo - la celebrazione della messa per Rita nel giorno anniversario intende riconciliare la memoria del passato con l’impegno del presente nel combattere ogni forma di mafiosità per affermare il valore della pacifica convivenza dei cittadini fondata nella giustizia e nella promozione di rapporti umani animati dalla fraternità».
"Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici,
la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi. Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi ma io senza di te sono morta". Questo il suo ultimo messaggio.
Rita Atria nasce da una famiglia mafiosa. A undici anni perde il padre Vito, mafioso della famiglia di Partanna, ucciso da Cosa Nostra. Sono gli anni dell'ascesa dei corleonesi e della seconda guerra di mafia. Alla morte del padre, Rita si lega ancora di più al fratello Nicola ed alla cognata Piera Aiello. Da Nicola, anch'egli mafioso, Rita raccoglie le più intime confidenze sugli affari e sulle dinamiche mafiose a Partanna. Nel giugno 1991 Nicola Atria verrà ucciso dalla mafia. Sua moglie Piera Aiello decide dunque di collaborare con la giustizia.
Rita Atria, a soli 17 anni, nel novembre 1991, decide di seguire le orme della cognata, cercando, nella magistratura, giustizia per quegli omicidi. Il primo a raccogliere le sue rivelazioni fu Paolo Borsellino al quale si legò come ad un padre. Le deposizioni di Rita e di Piera, unitamente ad altre deposizioni hanno permesso di arrestare diversi mafiosi.
Una settimana dopo la strage di via d'Amelio, Rita Atria si uccise a Roma, dove viveva in segreto, lanciandosi dal settimo piano.
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