×
 
 
08/08/2012 04:33:27

Regionali 2012, veti incrociati dei partiti. Trattative in alto mare

Alla presenza del segretario nazionale Angelino Alfano, nella sede regionale del Pdl, l’intera giornata è stata dedicata alla valutazione degli aspiranti candidati all’Ars, oltre gli uscenti che vi sono rimasti. Alfano, peraltro, ha notificato al coordinamento regionale del Pdl l’archiviazione delle elezioni primarie per la designazione del candidato alla presidenza della Regione e della coalizione.
Ma quale coalizione? Il Pid sostiene la candidatura a presidente della Regione del capogruppo all’Ars del Pdl, Innocenzo Leontini; Grande Sud difficilmente si alleerà con il Pdl se il candidato a Palazzo d’Orleans non sarà il suo leader, Gianfranco Miccichè. «Non abbiamo affrontato il problema – ha detto il co-coordinatore regionale, Giuseppe Castiglione – ma possiamo scegliere una candidatura prestigiosa nel Pdl, oppure una personalità di alto profilo espressione della società civile». Un “no” netto, dunque, a Miccichè. Castiglione potrebbe essere candidato egli stesso, ma ha smentito l’indiscrezione circolata nei giorni scorsi. Probabilmente, Castiglione quando pensa ad una candidatura espressione del Pdl potrebbe riferirsi al presidente dell’Ars, Francesco Cascio. Espressione della società civile, invece, sarebbe il rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla. E Leontini? «Farà un’altra lista – ha laconicamente commentato Castiglione – ci stiamo occupando delle nostre liste provinciali ». Escluso, almeno così sembra che possa essere Leontini il candidato alla presidenza dell’Ars. Per Saverio Romano, presidente del Pid, «la candidatura di Leontini nasce dal lavoro di opposizione che ha svolto in Parlamento, condiviso con il Pid. Chi meglio di lui può interpretare la nostra linea politica? ». E il problema delle alleanze che non si può eludere, essendo la legge per l’elezione diretta del presidente della Regione a sistema maggioritario, non è solo un rompicapo del centrodestra. Anche nel centrosinistra non mancano i distinguo e le prese di distanze. Prima il “no” era rivolto all’alleanza tra Pd e Raffaele Lombardo, adesso a quella ipotetica con l’Udc di Gianpiero D’Alia. Una ulteriore gatta da pelare per il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, che dopo un incontro con i dirigenti di Idv, Sel e Federazione della sinistra, ha ammesso che «le posizioni sull’Udc sono molto rigide». Ma Lupo, seppure i margini siano piuttosto stretti, continuerà la trattativa, proponendo ai partiti alla sua sinistra «di misurarsi con l’Udc sul piano programmatico, per esempio sul ponte sullo Stretto di Messina. Se Idv, Sel e Fds rifiuteranno un passaggio successivo sull’Udc, sarà un problema». E la candidatura di Rosario Crocetta alla presidenza della Regione? «Su Crocetta ho registrato l’indisponibilità dei partiti della sinistra». Una serie di veti che rischia di fare rimanere il Pd, come il Pdl, senza alleati. Una questione affrontata da Lupo nel corso dell’incontro con i segretari provinciali e l’esecutivo regionale, riunito per iniziare la valutazione dei candidati nelle liste delle singole province. Si è parlato pure del candidatura di Crocetta sul quale non sarebbero emersi veti. Sul fronte delle alleanze, invece, l’esecutivo non intenderebbe arretrare sull’apertura, come avvenuto a livello nazionale, nei confronti dell’Udc. Non si è affato stupito della presa di posizione di Sel, Idv e Fds nei confronti del suo partito, il segretario regionale dell’Udc, D’Alia, che indirettamente risponde anche a Lupo: «Il nostro progetto politico è quello di risanare le finanze della Sicilia. Noi lavoriamo a questo e non alle alleanze".