Mazara, anche Scilla nelle mani del Pdl, cioè di D'Alì
Ormai 4 anni fa Mazara consegnava il suo destino politico e civico nelle mani di Nicola Cristaldi, autoritario uomo di politica (leader per gli amici, despota per i nemici) e politico nella vita (nessuno come lui sa veicolare l'opinione pubblica, dettare i temi dell'agenda sociale e stabilire le cantilene popolari, fino a divenire veri e propri tormentoni). L'onorevole Cristaldi è un politico nel senso più politichese del termine, vitalizi inclusi.
Suo delfino, fino a qualche anno fa, era Toni Scilla, anche lui ex AN, con la capacità di suggestionare le masse, meno del suo mentore, ma di sicuro con un maggiore appeal sull'elettorato femminile. Le vicende della politica però, quando personalistiche, diventano come storie d'amore che ahimè finiscono. Ognuno ha preso la sua strada: chi ha cercato nuovi “padrini” politici (vedi Miccichè) e chi ha cercato nuovi giovani rampanti da plasmare, legandosi alle sorti di Duilio Pecorella. Le storie di entrambi sono simili e diverse al contempo ed ognuno sembra personaggio da vetrina oltre che da romanzo. Ma se di Cristaldi abbiamo già parlato in più occasioni, sempre da un punto di vista personale s'intende, ma con grande onestà intellettuale, di Scilla cominciamo a farlo in questa occasione. Il pretesto? Il suo rientro nel PDL, nello specifico in quota D'Alì. L’ennesimo affresco a tinte forti e grottesche che la politica sa offrire.
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| Toni Scilla |
Tutti in quella occasione pensammo che il placito riferimento fosse proprio a D'Alì. Certo quel nome non fu mai pronunciato, ma Scilla sarà mai in grado di dire nuovamente quelle parole e quelle stesse accuse? Ognuno in merito si farà un'idea e saranno come sempre gli elettori a pronunciarsi sull'opportunità delle scelte. Alcuni elementi però sarebbero abbastanza imbarazzanti: ad esempio una candidatura alle prossime elezioni provinciali proprio di Scilla nel PDL, che saprebbe di politica vecchia, stantia e maneggiona. Al di là di tutto, pur parlando di Scilla, di Cristaldi o di Pecorella (come faremo nelle prossime settimane), si finisce sempre col parlare del sen. D'Alì, colui che tutto può in provincia di Trapani: dalle candidature (vedi Pecorella alla Camera), alle bocciature (vedi il caso Cristaldi) e perfino alle riassunzioni (vedi proprio Scilla che nel giro di qualche giorno è stato addirittura in grado di potere parlare su un palco del PDL di fronte ad una platea alquanto stordita). D'Alì è la politica della provincia di Trapani e Scilla ha scelto consapevolmente questa via. Ma i giovani Pdellini cosa ne pensano? Ultimamente hanno sopportato il “Partito-città” con Pecorella a bordo, che però ora torna con i partiti tradizionali e con essi si candida per concorrere ad uno scranno parlamentare. Prima dovevano considerare Scilla un traditore, ora invece uno di loro e magari fargli anche campagna elettorale. Adesso vedranno insieme Scilla e Pecorella, entrambi ex delfini di Cristaldi, seppure in tempi diversi, che prima si erano tanto amati e poi tanto disprezzati, non fosse altro per agonismo elettorale. Questi “giovani della libertà” non si confondono mai? Non hanno dubbi su questo modo di fare? So di porre domande ad un muro di gomma, ma si sa che la speranza è l'ultima a morire. Insomma cari cittadini trapanesi, e mazaresi in particolare, cambia tutto per non cambiare mai niente, diceva Tomasi di Lampedusa nel 1958: chissà se ai tempi i politici dipendevano già dal senatore D'Alì? Ivano Asaro
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