04/04/2013 04:59:07

Ufficiale l'abolizione delle Provincie, decade il commissario Giammanco. Incertezza sul consiglio

Come conseguenza pratica, per la provincia di Trapani, ciò ha comportato la decadenza del commissario straordinario Luciana Giammanco, che era stata nominata dal Governatore Raffaele Lombardo nel Settembre scorso in sostituzione del dimissionario Mimmo Turano, poi eletto deputato all'Ars. Adesso il nuovo presidente, Rosario Crocetta, fautore dell'abolizione delle province, dovrà nominare un nuovo commissario, sia a Trapani sia nelle altre province. C'è invece incertezza per il destino del consiglio provinciale. Secondo il pensiero dominante sarà in vigore fino alla naturale scadenza, cioè Maggio (per i consiglieri provinciali un'altra mensilità...), secondo alcuni cessa di esistere da subito. Secondo una terza versione potrebbe restare in carica addirittura fino alla nomina dei nuovo "liberi consorzi tra Comuni" che prenderanno il posto delle Province Regionali. E' per questo che si attende una circolare dall'Assessorato agli enti locali. 

Il commissario Giammanco, dirigente di alto profilo della Regione Siciliana, ha contraddistinto la sua presenza alla Provincia per aver da un lato mantenuto gli impegni di spesa fatti da Turano e per i quali dal consiglio provinciale era venuta una decisa richiesta di ritiro. Poi, però, ha completamente rivoluzionato la pianta organica della Provincia fatta da Turano, permettendo, con la razionalizzazione dei settori, e lo scioglimento dei contratti dei dirigenti "nominati", un risparmio notevole per l'ente. Giammanco non è quasi mai venuta in consiglio provinciale e verrà ricordata anche per essere la burocrate che - rispondendo ad un criterio di legittimità, certo, ma senza alcuna valutazione politica - ha portato allo scioglimento della Megaservice, la società della Provincia sommersa dai debiti.

La soppressione della Provincia porta molte conseguenze anche nelle società partecipate. Chiusa la Megaservice, tutte le attenzioni sono ora concentrate sull'Airgest, la società che gestisce l'aeroporto di Trapani, il "Vincenzo Florio", e sulla quale la Provincia di Trapani - che detiene la metà delle quote - ha fatto investimenti ingentissimi negli ultimi tempi. Che succederà? A chi andranno le quote della Provincia? Ai consorzi dei Comuni? Ma non è detto che i Comuni si consorzieranno esattamente come era la Provincia di Trapani; è più logico pensare ad un Consorzio Trapani - Erice e comuni della zona, e ad un consorzio con Marsala e Petrosino, uno per Mazara, Castelvetrano e il Belice. Insomma, è un gran casino. 

La Provincia di Trapani  fa anche parte di un'altra società di gestione aeroportuale. Si tratta del Gap che si occupa dello scalo di Pantelleria. La quota è del 2,66%. La Provincia ha poi il 71,93% del Consorzio Universitario trapanese. Nel 2012 ha investito 859.690,95 euro ed ha proceduto a ripianare il disavanzo del 2011 con 47.813,13 euro. 
Liquidazione anche per l'Agriturpesca, con 7 posti di lavoro  che saltano. È un'altra società con il 100% delle azioni a carico della Provincia. La riforma degli Ato rifiuti ha messo in liquidazione le due società che gestivano il servizio. In «Terra dei Fenici» la partecipazione era dell'11,15%, in «Belice Ambiente» del 10%. E' invece del 5% la partecipazione nelle due società dell'Ato Idrico, «Provincia Nord» e «Provincia Sud» con 6.000 euro di quota per ognuna. Un'altra presenza significativa è nella FuniErice con il 50%, l'altro è del Comune di Erice. Nell'Istituto Tecnologie Avanzate la Provincia ha il 20% (30.000 euro di quota). Ancora liquidazione per Eurobic del Mediterraneo (51%), ex Consorzio Asi (10,97%) e Consorzio Trapani Sviluppo (8,33%).
Rimangono invece in piedi il Gal Elimos (27,09%), la società consortile Leader Ulixes (15%) ed il Ripopolamento ittico della fascia costiera tirrenico - occidentale (16,66%). La Provincia è invece uscita, su sollecitazione della Corte dei Conti, dal distretto della pesca Cosvap. 

Grande incertezza c'è anche sul bilancio.  Il bilancio di previsione dovrebbe essere predisposto dall'amministrazione e discusso e votato dall'assemblea consiliare, ma soltanto il nuovo commissario potrà firmarlo ed eventualmente trasmetterlo al consiglio che, a sua volta, dovrebbe poi assumersi la responsabilità di approvarlo prima di essere sciolto. Ma quando? 
Tra gli ultimi atti del consiglio c'è una nuova lettera inviata al presidente della Regione Rosario Crocetta. Una nota che porta la firma del presidente Poma ma che è seguita dalla condivisione di tutta l'assemblea.  Poma sconfessa la tesi della riduzione dei costi della politica e al contrario rilancia la preoccupazione che si possa trattare di una riforma sbagliata, che potrebbe, paradossalmente, aumentare i costi che invece vuole ridurre. Il capogruppo del Pd Salvatore Daidone ha confermato il suo dissenso: «Si tratta di un errore politico». Il presidente Poma è tornato a proporre una soluzione alternativa che passa attraverso «la riduzione degli assessori, delle indennità e dei consiglieri e nuove funzioni per migliorare l'efficienza dei servizi».
C'è invece chi, come l'onorevole Baldo Gucciardi, difende l'abolizione delle Province e indica la nuova legge come la conferma del programma di cambiamento che sta portando avanti il presidente Crocetta.
 

 

 



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