Stando ai dati del Ministero della Salute, l’11% dei bambini ha la cattiva abitudine di “saltare” la colazione. Si tratta di un fattore molto negativo: non consumare la colazione al mattino è uno dei comportamenti nutrizionali più errati, perché comporta l’assunzione di un eccesso di alimenti a elevato contenuto di grassi con gli snack del mattino e uno sbilanciamento degli apporti nutrizionali durante la giornata.
L’abitudine, la fretta e la mancanza di appetito sono tra le cause principali del “non fare colazione”. Al contrario, una maggiore consapevolezza in campo alimentare suggerisce di suddividere in modo più equilibrato l’assunzione di cibo durante la giornata, con un ritmo giornaliero che è come un pendolo che oscilla tra la mattina e la sera. Tra l’abitudine di consumare la prima colazione e la prevalenza di soprappeso/obesità, vi è una correlazione inversa statisticamente significativa. Dall’analisi della letteratura scientifica nella sua globalità, emerge con chiarezza che la prima colazione, possibilmente variata nella composizione, ricca di alimenti a elevato contenuto in principi nutritivi e in fibra, è parte di una dieta sana e di un modello di comportamento che ha numerose e importanti conseguenze positive sulla salute e sul benessere di bambini, adolescenti e adulti. Dunque, incoraggiare una regolare prima colazione abbondante, variata e sana, e uno spuntino mattutino, rappresenta un’eccellente strategia per potenziare le prestazioni in termini cognitivi.
Il pediatra, proprio per la sua vicinanza alla famiglia, può aiutare i genitori a riconoscere eventuali errori nelle abitudini alimentari della famiglia e del bambino. Inoltre può stimolare i genitori a porre maggiore attenzione alla loro stessa alimentazione, oltre che a quella dei loro ragazzi. Infatti il buon esempio è la prima “leva” per aiutare genitori e figli a modificare comportamenti e abitudini alimentari eventualmente scorretti.
Il bilancio energetico dell’organismo è modulato da una serie di complesse vie metaboliche che coinvolgono i centri dell’appetito a livello ipotalamico e segnali ormonali associati allo stato energetico dell’organismo rilasciati dall’apparato gastroenterico e dalla periferia. La prima colazione contribuisce a una distribuzione più funzionale dell’energia, dei nutrienti e dei composti bioattivi in un arco temporale più lungo e aiuta il bambino a regolare il ritmo alimentare nella intera giornata. Nel caso in cui una persona evitasse di fare la prima colazione e, per conseguenza, consuma spuntini troppo ricchi prima di pranzo, molto probabilmente non pranzerà in modo adeguato, e più tardi l’appetito lo spingerà di nuovo a uno spuntino troppo ricco nel pomeriggio, rompendo il ritmo.
Le linee guide italiane INRAN per una corretta alimentazione suggeriscono di assumere con la prima colazione circa il 15-20% delle calorie giornaliere. Numerose osservazioni epidemiologiche confermano che l’ampia serie di effetti metabolici favorevoli associati al consumo regolare della prima colazione (sul profilo lipidico, sulla tolleranza al glucosio e sul soprappeso/obesità), si traduce anche in una significativa riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e di diabete mellito tra i soggetti che consumano con regolarità questo pasto. Il modello alimentare “ideale” permette all’organismo di assumere nella giusta quantità e con le modalità adeguate i micronutrienti necessari. Gli studi più recenti hanno permesso di dimostrare che la prima colazione è un pasto fondamentale da questo punto di vista, poiché contribuisce ad una dieta di alta qualità. Per svolgere adeguatamente il suo compito, la prima colazione deve prevedere sia fonti energetiche di rapido utilizzo sia fonti a più lenta cessione, per prevenire l’ipoglicemia e il senso di fame reattivi, e modulare il senso di sazietà sia nell’immediato (fino al pasto successivo), sia nel corso dell’intera giornata. Inoltre, è opportuno che il menù della prima colazione vari nell’arco della settimana e che l’assunzione di nutrienti sia adeguata al livello di attività fisica prevista nel corso della giornata. I ragazzi spiluccano continuamente, senza dare il giusto peso ai pasti principali. Come è facilmente comprensibile, ciò può anche rendere difficile seguire un regime corretto.
La strada giusta per influenzare il comportamento alimentare, specie quando si parla ai giovani, consiste nell’insegnare a percepire la fame e la sazietà e a seguire queste sensazioni per impostare la propria giornata alimentare.
Dott. Angelo Tummarello
Pediatra di famiglia
Consigliere regionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale
Ricercatore e divulgatore scientifico
Marsala
Cell.360409851
Email: dott.a_tummarello@libero.it