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08/08/2013 05:29:53

Castelvetrano, il depuratore della paura sul mare di Selinunte

Secondo l’inguaribile ottimismo del sindaco Errante, il depuratore invece funziona perfettamente e il mare non sarebbe affatto inquinato, vista la presenza di alghe (posidonia oceanica) che non crescerebbero in presenza di inquinanti. Ma, oltre al fatto che la forza delle correnti può trasportare le foglie di posidonia molto lontano dalle rispettive praterie di origine, non si capisce perché dovremmo dubitare dei dati di Legambiente.   E allora, il depuratore funziona o no? Difficile dirlo, se prima non si cerca di rispondere ad altre domande. Quanto potrà reggere su quel terreno argilloso? La palificazione (le cosiddette iniezioni di cemento) ne garantisce la sicura stabilità? È normale che il terreno su cui poggia l’intera struttura sia attraversato per tutta la sua lunghezza da profonde crepe? Sono normali le profonde spaccature alla base delle vasche? Perché i sacchi dell’insaccatrice sono sbriciolati dal tempo? Dove vengono smaltiti i fanghi che periodicamente il ciclo depurativo produce?   Da dove vengono quei liquami fognari che per mesi, passando davanti al depuratore, sono finiti direttamente tra gli scogli? Il sistema fognario della borgata è di tipo separato: una rete per le acque nere ed una per le acqua bianche. È abbastanza noto che gli scarichi fognari di molte abitazioni sono stati collegati alla rete delle acque bianche, per le quali non è prevista alcuna depurazione, prima di finire direttamente in mare.   A cosa possono servire allora i controlli dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente sul ciclo depurativo, se una parte dei liquami prende la scorciatoia? E soprattutto, in quale periodo vengono effettuati questi controlli? Davvero si fa finta di non capire che gli esiti di un prelievo fatto ad ottobre, non potrebbero mai essere uguali a quelli fatti nel pieno della stagione estiva? Dal 1979 ad oggi, a nessuno è mai venuto in mente di controllare l’integrità della condotta subacquea che dovrebbe portare i reflui “depurati” ad una distanza di 750 metri? E se, nel cosiddetto “pennello a mare”, ci fosse una falla o addirittura mancasse un gomito? E se fino ad oggi lo scarico fosse avvenuto a 30 metri?   I cittadini hanno diritto di sapere come stanno le cose, visto che nell’ultimo anno sono stati previsti 322.500,00 euro per la gestione dei due depuratori (Castelvetrano e Selinunte), oltre a 27.225,00 euro ad una azienda di Gela per l'incarico delle analisi dei reflui "in ingresso, in uscita e lungo il ciclo di trattamento degli impianti". Oppure la tendenza è quella di continuare a mettere la polvere sotto il tappeto? Come spesso accade, alle  gravi carenze si risponde con progetti finanziati dall’Europa. Saranno 36 milioni di euro i fondi comunitari previsti per i depuratori e gli impianti fognari di città e borgate (Triscina compresa) a risolvere le inerzie trentennali di manutenzione ordinaria e straordinaria. Ma quando inizieranno i lavori? E il depuratore è disposto ad aspettare ancora, prima di fare un bel tuffo dalla scogliera?   Egidio Morici www.500firme.it