Sono stati condannati gli autori dela rapina ai danni della villa del notaio Salvatore Lombardo, ex Sindaco di Marsala, a Marausa.
Sono stati condannati, dal gup di Trapani, Massimo Corleo, in cinque. Giuseppe Adamo e Francesco Agate, rispettivamente di 50 e 46 anni, hanno avuto una condanna a 4 anni e 10 mesi di reclusione ciascuno. Tre anni e 6 mesi, invece, per Antonino Pernice, di 50 anni. Pene più lievi per due romeni, Gabriel Morosanu e Iliuta Dura, di 29 e 20 anni, condannati a 3 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione ciascuno. I fatti risalgono al 22 Marzo 2013. Al momento dell'incursione dei rapinatori il notaio Lombardo e i suoi familiari non erano in casa. I rapinatori, dopo avere fatto irruzione nella casa del custode, un cittadino extracomunitario, aggredirono l'uomo intimandogli di consegnare il denaro in suo possesso e il suo telefonino cellulare. la fuga durò poco. Dapprima i due romeni furono intercettati dai carabinieri nella zona di Guarrato, sempre vicino Trapani.Le successive indagini consentirono di individuare anche le menti della banda, Giuseppe Adamo e Antonino Pernice. Morosanu ha chiesto di definire la sua posizione con il rito del patteggiamento, mentre gli altri hanno scelto il rito abbreviato.
RAPINA. Continua oggi a Marsala il processo che vede imputati due cittadini tunisini per una rapina molto violenza avvenuta a Marsala, nella zona di Santo Padre delle Perriere. Si tratta di Nebil Slasi, 27 anni, vecchia conoscenza delle forze dell'ordine, e Mohamed Man, di 38. Entrambi furono arrestati dai carabinieri nel settembre dello scorso anno.
Secondo l'accusa, sarebbero gli autori del brutale pestaggio ai danni di Fattoum Hassani, di 67 anni, e Lotfi Dardouri, di 42, sorpresi nel sonno all'interno della loro abitazione, in contrada Santo Padre delle Perriere, la notte del 27 luglio 2012. Colpiti con bastoni e pietre, Hassani e Dardouri furono rapinati di 450 euro in contanti e altri oggetti il cui valore è stato valutato in circa mille euro. Beni, questi ultimi, che l'indomani dovevano portare in Tunisia in regalo ai loro familiari.
Hassani fu ridotto in fin di vita e nonostante gli interventi chirurgici ha perso quasi completamente la funzionalità dell'occhio destro. In contrada Santo Padre, le due vittime, entrambe con regolare permesso di soggiorno, lavoravano nelle cave di tufo. La notte del 27 luglio, fu un passante a trovare Hassani riverso a terra, in una pozza di sangue, lungo il margine della strada. Le vittime, costituitesi parte civile, hanno già raccontato in aula quanto loro accaduto. A difendere gli imputati è l'avvocato Mario Noto. Oggi i giudici ascolteranno la moglie di Nebil Slasi.
BRONX. Il pm Anna Cecilia Sessa ha invocato al Tribunale di Marsala (gup Annalisa Amato) la condanna delle cinque persone coinvolte nell'operazione antidroga dei carabinieri di Castelvetrano «Bronx 2». La pena più severa (quattro anni e mezzo) è stata richiesta per il 26enne attore palermitano Francesco Casisa. Cresciuto nel quartiere Zen, Casisa era già stato arrestato nel 2008 e poi condannato per fatti di droga. Fu anche accusato di rapina. Allo Zen faceva il parcheggiatore abusivo, fin quando il regista Emanuele Crialese non lo fece debuttare sul grande schermo con il film «Respiro» (protagonista Valeria Golino). Ha, poi, recitato anche nei film «Nuovomondo», «Il fantasma di Corleone», e «Amaro amore» e nelle fiction tv «Paolo Borsellino» e il «Capo dei capi». Adesso, vive in Francia con una cineasta figlia di un importante diplomatico. Sul suo capo pende il divieto di dimora in Sicilia. L'attore è accusato di aver fornito la droga (cocaina e hashish) poi spacciata in diversi centri della Valle del Belice: Partanna, Santa Ninfa, Salemi e Vita. Condanne tra i due anni e un anno e 9 mesi di reclusione sono state invocate per Giuseppe e Francesco Di Stefano, di 23 e 26 anni, Maurizio Cangemi, di 23, e Antonino Falletta, di 32. A costoro il pm ha concesso l'attenuante della «lieve entità» del fatto. In luglio avevano patteggiato la pena altri sei imputati, condannati a pene varianti tra un anno e 4 mesi e due anni e otto mesi di reclusione.