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08/05/2026 12:50:00

Sanità e corruzione. Cuffaro chiede il patteggiamento a tre anni

L’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro ha chiesto di patteggiare la pena a tre anni nel procedimento in cui è imputato per corruzione. L’istanza è stata depositata dai suoi difensori, gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano.

 

La richiesta prevede l’applicazione della pena “su richiesta delle parti”, con lavori sostitutivi per la parte residua da scontare. Cuffaro si trova agli arresti domiciliari da cinque mesi.

Il procedimento riguarda il presunto aggiustamento di un concorso all’ospedale Villa Sofia di Palermo, finalizzato alla stabilizzazione di operatori sociosanitari. La decisione adesso spetta al giudice Ermelinda Marfia, che potrebbe anche stralciare la posizione dell’ex governatore.

 

Nello stesso filone rispondono di corruzione anche l’ex direttore generale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello, Roberto Colletti, il primario del Trauma Center di Villa Sofia, Antonio Iacono, e Vito Raso, storico autista e collaboratore di Cuffaro.

 

Cuffaro era già stato condannato in passato a sette anni per favoreggiamento e rivelazione di segreto, reati aggravati dall’agevolazione di Cosa nostra. Pena che aveva quasi interamente scontato.

Nel procedimento sono inoltre contestate accuse di traffico di influenze illecite per alcuni appalti dell’Asp di Siracusa, relativi ai servizi di lavanderia e ausiliariato. Tra gli imputati figurano ex dipendenti e collaboratori della Dussmann Service srl, il legale rappresentante della società e l’imprenditore Sergio Mazzola, titolare della Euroservice srl.



Native | 25/04/2026
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