Pd, lite continua a Trapani. Rocca: "Ridatemi i soldi della tessera". Safina abbandona
Continua lo scontro nel Pd di Trapani, all'indomani della vicenda assurda che ha visto lo svolgimento, in parallelo di due congressi, ognuno che delegittimava l'altro, e di due segretari. Causa dello scontro sono le tessere, tanto per cambiare, che secondo i "dissidenti" sarebbero state gonfiate, con circa 400 tesserati fantasma. "Sono persone vere, che sono venute a votare e hanno partecipato al dibattito" è invece la replica dei maggiorenti del partito, che hanno celebrato il congresso all'Hotel Crystal, alla presenza del segretario provinciale Marco Campagna, della senatrice Orrù e dei tre consiglieri comunali. Anche il Pd regionale sembra legittimare l'azione del gruppo dirigente, e ciò fa arrabbiare molto l'ex candidata Sindaco del Pd di Trapani, Sabrina Rocca, che invece guida la pattuglia dei dissidenti. Tant'è che Rocca commenta: "Ridatemi indietro i soldi della tessera". E aggunge: "Stupefacente è apprendere come la sottoscritta sia dichiarata 'inesistente' : inesistente come tesserata, inesistente come partecipante ad un congresso, inesistente come delegata al congresso provinciale. Sarà per questo che non ho ricevuto convocazione per il presunto valido congresso comunale nè per quello provinciale. Per mia fortuna però sono inesistente insieme ad altri 210 tesserati al circolo di Trapani, insieme ad altrettanti partecipanti al congresso regolarmente convocato dal circolo di Trapani e a tutti quelli che hanno votato in quella sede".
Ha lasciato il Pd Dario Safina, che era presidente della direzione provinciale. "Non mi diverto più - ha detto - e non ho più il piacere di stare in questa comunità, il Pd, che coltiva solo tanta ambiguità, ed è preso dalla frenesia dei nuovi arrivati di accusare chi già c'è dentro di essere il marcio. In realtà loro utilizzano metodi vecchi....". Il riferimento di Safina è ai "renziani", e alla loro campagna acquisti: "Non posso stare in un partito di questo genere. Che comunità vogliamo creare? Io volevo stare in un partito moderno e riformista, ma preferisco lasciare i compagni di una vita, che hanno rispetto a me la forza di continuare". Ma com'è arrivato il Pd a questo punto di lacerazione: "Tutto il gruppo dirigente ha responsabilità, ma c'è da dire che io, Mino Spezia ed altri è da tanto tempo che lo diciamo, solo che non siamo riusciti a porre un freno e chi occupa posizioni di prestigio, anzichè utilizzarle per fare aumentare i voti al partito, pensa a fare tessere. Il Pd in provincia prende 22.000 voti e fa 4.000 tessere.... Non è un dato credibile".
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