Dopo il vicesindaco di Marsala, Antonio Vinci, anche il sindaco di Trapani, Vito Damiano, è stato raggiunto da un avviso di garanzia in merito ad un presunto abuso dell'utilizzo dell'auto blu istituzionale. Lo ha comunicato il primo cittadino ai margini della conferenza stampa che era stata convocata per parlare della Zona Franca Urbana. Probabilmente Damiano avrà pensato di dare direttamente la notizia, per evitare, come accaduto nella vicina Marsala, di essere anticipato dalla stampa. L'accusa, per lui come per il vicesindaco di Marsala, è quella di peculato, e cioè di aver utilizzato l'auto blu per ragioni non di servizio, comportando dunque l'impiego di benzina del Comune e l'usura del mezzo. Se a Vinci si contesta l'utilizzo dell'auto e dell'autista per il tragitto casa - ufficio, a Damiano si contesta la partecipazione ad alcune manifestazioni sportive. Damiano, che si è dichiarato "assolutamente sereno", ha detto di non sapere molto su come sia nata l'indagine: "Se è stata presentata una denuncia mi riserverò, a mia volta, di denunciare per calunni l'autore di questo falso esposto". Per Damiano, ovviamente, non è successo nulla, e annuncia: "Continuerò a lavorare per il bene della città". Trapela però che la Procura contesta a Damiano di aver utilizzato l'auto del Comune per andare allo stadio per vedere le partite del Trapani, alla sua prima stagione in serie B, o al palazzetto per le partite della squadra di basket. E in effetti sono circostanze che Damiano conferma: "Il Comune - ha ricordato - elargisce importanti contributi a queste società". E allora? Perchè va con l'auto blu? Perchè Damiano si sente un po' come un'azionista di maggioranza e dice: "Vado alle partite non per il mio piacere, ma come rappresentante della Città di Trapani". Titolare dell'inchiesta è il sostituto procuratore Belvisi.