21/01/2014 07:10:00

Giulia Adamo e il peculato all'Ars. Spese sospette per 500 mila euro. C'è anche una stufa

“Non mi permetterei mai”. Ha detto così o il sindaco di Marsala Giulia Adamo, appena tornata in città. “Non mi permetterei mai di usare soldi pubblici per fini personali”.
Ma la lista delle spese contestate all’Adamo dalla Procura di Palermo nell’inchiesta sui rimborsi che ha travolto l’Ars è tra le più lunghe e corpose. Il sindaco durante la scorsa legislatura è stato capogruppo del Gruppo Misto, poi Pdl Sicilia e ancora Udc. La Guardia di finanza e i magistrati che stanno indagando su 97 tra parlamentari regionali e dipendenti hanno tirato le somme. E ammonterebbero a 500 mila euro circa le spese sospette contestate al sindaco di Marsala.
In quanto capogruppo la Adamo aveva il compito di autorizzare i rimborsi di spese effettuate da lei stessa e da tutti i deputati del gruppo. Nonchè quello di controllare cosa stava succedendo.
Una lista enorme tra cene, regali natalizi, borse, vini pregiati, cravatte, vassoi, stipendi a dipendenti del gruppo e collaboratori. E tanto altro.

Tra le spese sospette finite nelle carte della maxi inchiesta c’è ad esempio quella da 1,600 euro che il Gruppo misto si è fatto rimborsare per le ceste regalo di Natale fatte preparare dall’enoteca Picone di Palermo con vini pregiati, le ceste erano destinate ad una lista ben precisa di persone preparata dalla stessa Adamo. Ha fatto il giro d’Italia la borsa Louis Vuoitton da 440 euro che Giulia Adamo avrebbe fatto comprare dalla signora Rosa Anna Restivo nel dicembre 2009 con i soldi del gruppo per fare un regalo a una sostenitrice. Il sindaco ieri ha detto che era un regalo non deciso da lei per una signora che aveva messo a disposizione il proprio palazzo nobiliare per una iniziativa politica. Ad aprire il caso Adamo, già un anno fa, è stato il regalo fatto dal gruppo guidato dall’attuale sindaco di Marsala per il matrimonio del figlio dell’ex assessore regionale Nino Strano: un vassoio d’argento da 1.600 euro, contestato non solo all’Adamo ma anche all’ex onorevole Guglielmo Scammacca della Bruca.
Nella interminabile lista di spese adocchiate dalla Guardia di Finanza ci sono quelle per le cravatte e carrè di seta Hermes, 1320 euro, 29 euro per addirittura una stufa comprata all’Iper Shop, 125 euro spesi al negozio Sport e Premi, 97 euro per bollette di due utenze telefoniche intestate al gruppo Udc ma ubicate in via dell’Incoronazione, 145 euro per accessori acquistati nel negozio Bagagli. I 5.970 euro per l’acquisto di 8 iPad, voluti da Totò Lentini. E Ancora cene. Come quella del 22 dicembre 2009 al ristorante La Scuderia di Palermo, dove c’erano 25 persone, e il Gruppo Misto ha pagato 2500 euro su disposizione dell’Adamo. Altri 4.500 euro per il catering organizzato da Natale Giunta, uno dei migliori chef italiani. Ancora 1.500 euro per il ristorante Torre Sibiliana.

Ma la lista delle spese adocchiate dalla guardia di finanza è davvero lunga. I magistrati che curano l’inchiesta e le fiamme gialle hanno scandagliato tutti i passaggi monetari da un conto all’altro fatti dai gruppi. E in questo lavoro all’Adamo viene contestato ad esempio il trasferimento sul suo conto personale di 7.200 euro.

Dei soldi del gruppo, di cui ogni minimo spostamento deve essere autorizzato dal capogruppo, altri 3.750 euro sarebbero stati distratti a favore dell’ex deputato Marianna Caronia, che è stata anche candidata alle ultime amministrative a Palermo. Ma non con l'Udc...
Voce per voce gli inquirenti hanno ricostruito tutte le uscite in favore di dipendenti e collaboratori del gruppo Misto. E l’elenco è lunghissimo. Nella contestazione delle spese, l’Adamo parecchie volte risulta in concorso con altre persone. Ad esempio nel 2008-2009, con il consulente del lavoro Gregorio Di Liberto, l’attuale sindaco di Marsala avrebbe disposto il pagamento di 4239 euro per l’indennità a favore di Annamaria Roscioli. La stessa Roscioli ha ottenuto 3899 euro, giustificate nella contabilità del gruppo con “prestito imposte”. Secondo gli inquirenti è sospetto anche lo stipendio pagato a tale Vincenzo Barraco, 31 mila euro, anche se di fatto sarebbe stato autista e collaboratore personale di Giulia Adamo. Sempre a Barraco sarebbero stati versati “Emolumenti e ulteriori oneri previdenziali ed assistenziali” per 35 mila euro nel 2010. Sono tanti i pagamenti effettuati a favore dei dipendenti che alla procura non sono chiari. Ad esempio quello effettuato ad Emilia Bono, 1037 euro, ma di cui 900 per l’indennità di guida in un periodo in cui il gruppo non avrebbe avuto un’auto a disposizione. C’è poi Pietro Galluccio, dipendente pagato con 2358 euro.
Poi ci sono alcuni dipendenti che avrebbero ricevuto soldi senza che, secondo l’accusa, tali somme fossero previste dal contratto di lavoro. Siamo nel 2010 e i pagamenti sono quelli elargtiti a favore di Biagio Gugliotta (1000 euro), Alessandro Aldisio (3147 euro), Lorenzo De Luca 8.400 euro e Tommaso Martino, 16000 euro.
E ancora una sfilza di dipendenti e consulenti pagati dal gruppo, tutto registrato sotto la voce “indennità di funzione, guida e vacanza contrattuale”. Sono pagamenti di qualche centinaio d’euro che arrivano complessivamente a circa 6000 euro. Non finisce qui. Perchè ai dipendenti venivano girati soldi alla voce “festività”. In tutto sono 13.400 euro per il 2010. In particolare: Anna Maria Roscioli, 2012 euro; Pietro Modesto, 1163 euro; Santi de Filippis, 976; Wioletta Pawalak, 752; Giuseppe Asaro, 836; Biagio Gugliota 518; Alessandro Aldisio 1351; Calogero Mazza 1.208; Lorenzo De Luca 1549; Sarino Mario Aitala 766; Tommaso Martino 924; Salvatore Coppolino 865 e Angelo Pizzuto 533. E ancora per “festività non spettanti” ci sono altri 500 euro dati a due collaboratori.

In diversi casi il reato di peculato viene ipotizzato dagli inquirenti in concorso con altri deputati regionali per Adamo. Come con Guglielmo Scammacca della Bruca che, oltre per il vassoio, è sotto inchiesta, per il pagamento, scrive la Guardia di Finanza, di “non meglio specificati emolumenti/rimborsi a favore di tale, non meglio identificato, Francesco Armetta, attingendo dal contributo unificato del gruppo”. L’importo in questo caso è di 12 mila euro. Ma altri 3 mila euro vengono contestati al sindaco Adamo e all’ex deputato Franco Mineo per essere stati girati a Gaspare Fiore, formalmente collaboratore del Gruppo Pdl Sicilia, ma indicato come collaboratore personale di Mineo.

Dopo il gruppo Misto Giulia Adamo divenne capogruppo del Pdl Sicilia, nato dalla scissione del Pdl all’Ars. Al suo interno confluirono anche i deputati di Fli. E la Adamo è accusata di aver percepito circa 9.500 euro “per finalità non meglio specificabili, in quanto il Gruppo Fli non ha consegnato alcxun tipo di documentazione fiscale a supporto delle spese sostenute”. Il gruppo guidato dal sindaco di Marsala avrebbe pagato una fattura da 17 mila euro alla società che gestiva la bouvette dell’Ars. Altri 300 euro per comprare le cialde di caffè, altri 90 per i boccioni d’acqua. E non solo. Con i soldi del gruppo sarebbero stati pagati anche i necrologi sul Giornoale di Sicilia, per 300 euro. Questi sempre per spese di rappresentanza politica del gruppo Pdl Sicilia. E Ancora spese elettorali per convention e pranzi elettorali in hotel e sale conferenze.
In concorso con la Adamo sono accusati altri deputati ed ex deputati per aver distratto somme per un totale di 115 mila euro. Secondo l’accusa i soldi non sarebbero stati utilizzati per finalità istituzionali, come vuole la legge. In particolare sarebbero andati 10.700 euro ciascuno ad Alessandro Aricò, Giovanni Cristaudo, Carmelo Currenti, Giovanni Greco, Carmelo Incardona, Ignazio Marinese, Raffaele Nicotra, Toni Scilla. Poi Livio Marrocco, 9.700 euro, Franco Mineo, 12.740 euro, Gugliemo Scamacca della Bruca, 7.700 euro.
La guardia di finanza inoltre non ha trovato le pezze d’appoggio fiscali per il rimborso di due biglietti aerei per il mazarese Toni Scilla e Adamo da 1884 euro staccati il 14 giugno 2010. Dove erano? E perchè insieme?
Quando si passò all’Udc, sempre con Giulia Adamo capogruppo, la storia non cambiò, secondo la Procura. Spese elettorali sono state rimborsate a Marco Forzese, Mario Parlavecchio, Orazio Agusa, Salvatore Lentini: 3 mila euro ciascuno. Poi Salvatore Giuffrida, 9.100 euro, e Raffaele Nicotra, 9.700 euro. Al collaboratore del gruppo Davide Redi e al non meglio identificato Giovanni Trovato sono state corrisposte somme per 3.500 e 1.400 euro. Per le feste di Natale 2011 poi, ai dipendenti, del gruppo Udc sono state corrisposte altre “gratifiche natalizie” per qualche centinaio d'euro. Tra le spese da chiarire c'è quella da mille euro per contributo elettorale a Giuseppe Cipriani. Che però non è dell'Udc, ma si candidò a sindaco di Corleone con il Pd.
E poi ancora pranzi e cene elettorali. A Giulia Adamo e al deputato Lentini viene contestato in concorso l’utilizzo delle macchine del gruppo per spostamenti personali. Nell’elenco delle spese adocchiate dalla procura di Palermo ci sono anche quelle per le “indennità trasferta Italia” alla dipendente part time Ileana Panama per 12.720 euro e a Claudio Bucceri, per 3860 euro, che formalmente era un collaboratore del Gruppo, ma di fatto collaboratore personale dell’onorevole Nino Dina.