26/02/2014 19:03:00

Regione, Giunta ancora bocciata sui Consorzi. Ncd in soccorso di Crocetta

 Altro piccolo passo avanti del ddl sui Liberi consorzi. Sono stati approvati gli art. 3 e 4, ma ci sono due novità politiche. L'art. 4 è stato approvato nel testo varato dalla commissione, essendo stata bocciata a scrutinio segreto la riscrittura del governo che ha così incassato un altro duro colpo. Il presidente dell'Ars, Ardizzone, ha sospeso la seduta di fronte al pericolo della caduta di tutta l'impalcatura della riforma.
Questo il testo approvato: «L'assemblea del Libero consorzio è composta dai sindaci dei Comuni del libero consorzio. L'assemblea è organo di indirizzo politico-amministrativo. Adotta, a maggioranza assoluta dei componenti, un regolamento per il proprio funzionamento». Il testo di riscrittura del governo prevedeva il numero dei componenti e l'assegnazione dei consiglieri a ogni Comune.

L'art. 3 stabilisce la composizione degli organi dei Liberi consorzi (assemblea, presidente e giunta) e il sistema di voto, rimasto quello di secondo grado: questa volta, a onta dei numerosi scrutini segreti, la maggioranza ha tenuto sul voto di secondo grado, bocciando la proposta dell'elezione diretta.
L'altra novità politica nasce in vista dell'esame dell'art. 7, quello relativo alla istituzione delle Città metropolitane: il Ncd ha fatto un passo indietro rispetto al voto espresso in occasione dell'art. 1, quando a scrutinio segreto di fatto queste vennero cancellate. Il capogruppo del Ncd, D'Asero, ha dichiarato di essere favorevole alle citta metropolitane. E il governatore, Crocetta, ha confermato che c'è l'accordo col Ncd. Il che ha provocato forti reazioni di Musumeci, capo del Centrodestra che, però, ieri sera si è spaccato. Anche D'Asero, come il resto delle opposizioni, ha mantenuto l'irrinunciabilità all'elezione diretta del presidente del Consorzio.
Sul voto diretto in Aula, il presidente della commissione Affari istituzionali, Cracolici (Pd), aveva formalizzato una mediazione: di qui la sospensione dei lavori disposta dal presidente dell'Ars, Ardizzone. Durante la pausa è stata convocata una riunione informale per capire se la mediazione sarebbe stata sostenuta in Aula: ma all'incontro l'opposizione non si è presentata, mentre i Cinque Stelle, presenti, hanno chiarito che non avrebbero approvato la norma sul voto diretto dei presidenti da introdurre negli statuti dei Liberi consorzi. Crocetta, Ardizzone e i capigruppo della maggioranza, a quel punto, hanno preso atto del fallimento. È però rimasto in piedi l'accordo tra maggioranza e Ncd sulle Città metropolitane. Si vedrà cosa succederà domani: ieri i lavori dell'Ars sono stati sospesi per gli impegni legati alla visita del capo dello Stato, Napolitano, a Catania.



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