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03/03/2014 21:44:00

Agenzia dei beni confiscati, l'addio amaro di Caruso: "Prevale l'ideologia"

 «Un mese dopo la mia nomina a direttore dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati, dissi che la legge istitutiva andava rivista se si volevano raggiungere gli obiettivi della Rognoni-La Torre. Per tre anni ho detto e scritto quello che pensavo. Senza risultato. Sarebbe bastato poco perché l'Agenzia avesse funzionato. Invece ha prevalso l'ideologismo dei professionisti dell'antimafia che non ha portato e non porterà a nulla. Adesso voglio vedere se le cose cambieranno dopo l'impegno assunto da Matteo Renzi con Roberto Saviano».
Non nasconde la rabbia il prefetto Giuseppe Caruso. All'Agenzia per i beni confiscati ha dedicato i suoi ultimi tre anni di fedele servitore dello Stato prima di andare in pensione. Di amarezze e di rospi ne inghiottiti parecchi. Inascoltato e criticato. Come se le sue proposte per rendere finalmente efficace l'attività dell'Agenzia - «tutte nero su bianco e verificabili» - dessero fastidio a chi, tra i professionisti dell'antimafia, la politica, gli intrecci inestricabili della burocrazia, privilegia comunque il dire al fare. «Speriamo - dice - di voltare pagina con Renzi».