Altro round nell’interminabile storia del monumento ai Mille di Marsala. L’incompiuta per eccellenza, nella città dello sbarco dei Mille. Dopo lo stop ai lavori, lo scorso novembre, da parte della ditta R3 Costruzioni, adesso si deve ridare in appalto il completamento del surrogato del monumento ai mille di Marsala. E il Comune di Marsala, a firma del dirigente del settore Lavori Pubblici Luigi Palmeri, ha approvato la seconda perizia di Variante del progetto di completamento “1° stralcio”. Siamo ancora al primo stralcio. In sostanza a novembre la ditta di costruzioni ha mollato, non ce l’ha fatta più e a deciso di non continuare i lavori perché i pagamenti da parte del Comune di Marsala arrivavano in ritardo. I lavori che sono stati fin qui fatti dalla R3 ammontano, secondo i calcoli dei periti, a circa 413 mila euro. Adesso è stata fatta una seconda perizia di variante e servono altri 114 mila euro per completare il monumento. Tutto ciò, aggiungendo oneri vari, si arriverebbe alla cifra di 600 mila euro già impegnata dall’amministrazione Carini. Adesso i rimanenti lavori dovranno andare in appalto. E ricominciamo da capo. Con la certezza che l’opera, se verrà completata, non sarà per niente un monumento all’epopea garibaldina. Ma un pastrocchio tutto italiano durato più di 150 anni. Anche perché con i rimanenti 114 mila euro di lavori poco davvero si può fare, considerando che si deve rimettere in sesto il cantiere, ripulire dalle sporcizie, e dare una forma a tutto.
Il progetto del surrogato del monumento ai Mille insiste ormai da parecchi anni e mira rifare semplicemente il look al catafalco in cemento armato che fa bella mostra di sé sul lungomare di Marsala. Quel catafalco è stato cominciato negli anni 80 e quello che si voleva costruire era un gran monumento secondo il progetto dell’architetto Mongiovì degli anni ’60. Poi l’opera, o meglio quel poco che era stato fatto, venne dichiarata abusiva. Allora nel 2007 venne fatta una gara di idee e vinse il progetto più economico, da 4 milioni di euro, dell’architetto catanese Ottavio Abramo. Adesso quello che si sta tentando di costruire è appena il primo stralcio del progetto più volte rimaneggiato. I lavori sono cominciati nel 2011 con la ditta R3 Costruzioni di Acireale. Si tratta di coprire la struttura esistente e di farne una terrazza coktail. Al momento siamo ad un punto morto, il surrogato è sempre in stato di abbandono. I soldi per il primo stralcio di questo monumento arrivano per la maggior parte dalla Cassa depositi e prestiti. Tutti aspettavano quel famoso finanziamento promesso nel 2010 nell’ambito dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’unità d’Italia. Finanziamento da 1 milione di euro promesso dall’allora governo Berlusconi. Ma dei soldi non c’è traccia.