La Procura di Trapani ha disposto la citazione diretta a giudizio per l’ex senatore del Pd Nino Papania e per altre sette persone indagate per voto di scambio. E ha riconosciuto, come parti lese, tutti i 36.000 abitanti di Alcamo che dunque ( fatto assolutamente inedito) potranno avere accesso a tutti gli atti del processo, intercettazioni comprese. I fatti risalgono alle amministrative del 2012 ad Alcamo il cui esito, secondo il giudice, potrebbe essere stato falsato. Con Papania finiranno sotto processo due suoi ex collaboratori, Francesco Massimiliano Ciccia e Giuseppe Filippo Di Gaetano, l’imprenditore Davide Bartolomeo Piccichè, nonché Leonardo e Giuseppe De Blasi, padre e figlio, Giovanni Renda e Leonardo Vicari. Papania avrebbe promesso somme di denaro in cambio di voti in favore dell’attuale sindaco di Alcamo Sebastiano Bonventre, anche lui del Pd, e avrebbe promesso a De Blasi, Renda e Vicari un posto di lavoro alla “Aimeri Ambiente” in cambio dell’opera di raccolta di consensi elettorali. Il processo è stato fissato per il 7 ottobre.
La tariffa offerta sarebbe stata di 50 euro per ogni voto. La compravendita si sarebbe sviluppata in occasione del ballottaggio che vide l’attuale sindaco, Sebastiano Bonventre, Pd, vicinissimo a Papania, eletto per uno scarto di voti molto modesto sul suo concorrente, Niclo Solina, proposto da una lista civica.
I ue collaboratori dell'ex senatore alcamese, Filippo Di Gaetano e Massimiliano Ciccia, si prodigavano di approvvigionarsi di derrate alimentari, presso il Banco delle Opere di Carità Sicilia – Onlus, attraverso associazioni locali a loro riconducibili, per poi distribuirli presso le famiglie alcamesi meno abbienti in cambio di una promessa di voto.
Le associazioni che venivano utilizzate per il presunto escamotage delle derrate alimentari sono: Ambicult Onlus, Atlantide, Cooperativa Sociale Lavoro In, Iris Onlus e O.N.M.C.I. Regione Sicilia.
Un procedimento che potrebbe ancora di più far parlare di se per l’assalto che già prima del processo potrebbe già presto esserci al Palazzo di Giustizia. Il pubblico ministero, infatti, oltre che stabilire ampia pubblicità alla citazione di decreto in giudizio, attraverso pubblicazione all’albo del Comune di Alcamo, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, si starebbe valutando anche la pubblicità sui giornali, ha anche sancito, e non poteva essere altrimenti, che ognuno dei 36 mila elettori, quale parte lesa, ha diritto ad accedere agli atti, alle trascrizioni delle intercettazioni, si potranno anche ascoltare le voci registrate, e dunque estrarre copia di ogni cosa.
IL DECRETO DI CITAZIONE. L’udienza è fissata per il 7 ottobre 2014 al Palazzo di Giustizia di Trapani: è quello che si legge nel decreto di citazione diretta a giudizio della Procura della Repubblica di Trapani “concluse le indagini preliminari del procedimento iscritto in data 29 luglio 2013” nei confronti di Massimiliano Ciccia, Giuseppe De Blasi, Leonardo De Blasi, Giuseppe Di Gaetano, Antonino Papania, Davide Piccichè, Giovanni Renda, e Leonardo vicari, imputati del reato di cui agli art. 110 c.p. e 68 del DPR 570/60 – il cosiddetto voto di scambio. “Perché – si legge ancora nel documento a firma del Procuratore capo Marcello Viola e del sostituto Rossana Penna – in concorso tra loro il Papania, quale senatore della Repubblica, esponente del Partito PD e referente politico di rilievo nazionale e locale della lista PD Bonventre Sebastiano, candidato sindaco nelle elezioni ammnistrative del Comune di Alcamo, tenutesi nel mese di maggio 2012 (6-7 maggio primo turno e 20-21 maggio 2012 ballottaggio), Di Gaetano Filippo, all’epoca dei fatti collaboratore parlamentare del predetto senatore, Ciccia Francesco Massimiliano, quale collaboratore della segreteria del Papania in Alcamo, ubicata in via Roma, avvalendosi per la raccolta delle promesse di voto presso il corpo elettorale di De Blasi Leonardo, De Blasi Giuseppe, Vicari Leonardo e Renda Giovanni e per il tramite di costoro nonché per il tramite di Piccichè Davide Bartolomeo, al fine di ottenere a vantaggio del candidato Sindaco Bonventre e delle n. 5 liste allo stesso collegate il voto elettorale, prometteva somme di denaro nell’ordine di euro 50,00 per ogni voto a più elettori non meglio identificati nonché prometteva sempre in cambio del voto agli elettori Amato Giuseppe e Mistretta Antonino, anche attraverso il Piccichè e direttamente agli stessi De Blasi Leonardo, De Blasi Giuseppe, Vicari Leonardo e Renda Giovanni un posto di lavoro all’AIMERI Ambiente che egli era in grado di procurare loro”. Secondo la procura Di Gaetano e Ciccia avrebbero dato man forte all’ex senatore tenendo i rapporti con i De Blasi, Renda e Vicari durante la campagna elettorale, “istruendoli su come far votare gli elettori da loro contattati e corrispondendo loro svariate somme di denaro” perché potessero svolgere l’attività loro richiesta. Sempre Di Gaetano e Ciccia – si legge nel provvedimento della procura – si sarebbero accaparrati, tramite le associazioni onlus a loro riconducibili – Ambicult Onlus, Atlantide, Cooperativa Sociale Lavoro In, Iris Onlus e O.N.M.CI Regione Sicilia – di “consistenti derrate alimentari presso il Banco delle Opere di Carità Sicilia – Onlus che poi facevano distribuire nel periodo immediatamente precedente la campagna elettorale in oggetto e fino a quando non avevano luogo le operazioni di voto a famiglie alcamesi non abbienti in cambio della promessa di voto, avvalendosi per il materiale approvvigionamento e trasporto di generi alimentari e per la distribuzione dei medesimi dell’opera di Salvatore Ganci”.
Il reato ipotizzato sarebbe stato commesso tra il febbraio e il maggio del 2012 e tra le persone offese figurano sono solo il Comune di Alcamo, nella persona del sindaco, e di Niclo Solina in qualità di sindaco non eletto, ma tutti i cittadini elettori di Alcamo.
Proprio per l’elevato numero delle persone offese dal supposto reato, e l’impossibilità di notificare a tutte il decreto di citazione a giudizio, la Procura di trapani ne ha disposto il deposito di una copia presso la Casa Comunale di Alcamo e Trapani e la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Tutti gli alcamesi hanno la “facoltà di prendere visione degli atti contenuti nel fascicolo del PM, ivi comprese le intercettazioni espletate, comprensive dei relativi decreti autorizzativi (compresa la facoltà ex art. 268, co 6, di ascoltare le registrazioni) e di estrarre copia dei medesimi, di presentare memorie e produrre documenti”.