Marsala. Alla fine il Comune si fa "rubare" il sito turistico (costato 20 mila euro)...
E’ stato pagato caro, carissimo. Doveva essere il portale di riferimento della città. E adesso lo hanno “rubato”. O meglio, se lo sono fatti rubare. E’ successo al sito Marsala2013.eu, il portale che l’amministrazione Adamo ha fatto creare per Marsala Città del vino 2013. Costato 20 mila euro, il sito, una volta ceduto il testimone di Città del vino alla spagnola Jerez, ha smesso di funzionare. Non è stato più rinnovato, è caduto in una sorta di limbo, ed è stato prontamente clonato. Chi l’ha clonato? Non si sa, una di quelle web machine che appena trovano un dominio appetibile e abbandonato lo raccattano, e ne copiano tutti i contenuti. E così è stato fatto, Marsala2013.eu esiste ma è un clone di quello creato con i soldi pubblici, razziato in sostanza di tutti i contenuti che erano stati creati e pagati profumatamente dal Comune di Marsala, quindi dai marsalesi. Al Comune, a quanto pare, oltre a dimenticare di pagare le bollette della luce, hanno dimenticato anche che avevano un portale da rinnovare. Ma anche quando era online, lasciava molto a desiderare. Mancavano molte cose, grafica tipica da smanettoni più che da professionisti del web, traduzione praticamente inesistente dei contenuti. Non si capiva se fosse un sito di informazioni turistiche, per il booking online, o una semplice vetrina. Perché la sezione dei contatti era riservata alle prenotazioni, e solo le informazioni generiche sulla città erano tradotte nelle varie lingue. Mentre per ogni evento postato, per il programma delle manifestazioni, gli utenti stranieri dovranno tradurre da sé dall’italiano. Al contrario di quanto hanno fatto a Jerez, dove c’è la traduzione di tutti i contenuti del sito, soltanto in inglese, ma c’è. Però era indicizzato bene, il sito marsalese. Tra i primi posti su Google, per questo molto appetibile. Ma è stato soffiato via.
Che all’assessorato al Turismo, diretto da Patrizia Montalto, non ci sappiano fare molto con le cose del web era evidente, insomma. Durante l’anno di città del vino c’erano almeno 3 siti turistici su Marsala, patrocinati dal Comune. Ma ormai è finita. Il sito è andato. Raccattato da una di quelle società offshore, che valle a beccare... Ecco, questo è l’ultima figuraccia ereditata con Marsala città europea del Vino.
Intanto il Comune ha patrocinato l’iniziativa della Geoplan, la multinazionale tedesca che si occupa di cartografie. Si tratta di fare la mappa “ufficiale” di Marsala, come recita la proposta dell’azienda autorizzata dall’Anci (Associazione comuni italiani), “per evidenziare e promuovere tutte le attività commerciali e professionali esistenti sul territorio”. Cartine, inserimento nei motori di ricerca, app, in tutto ciò ci saranno i loghi delle attività che aderiranno al progetto. Ma le attività commerciali dovranno sborsare circa 500 euro l’anno per due anni. E per due anni la mappa realizzata dalla Geoplan sarà quella ufficiale del Comune di Marsala, che ha dato il patrocinio gratuito. Ma, a proposito di roba gratuita, c’è già Google che si occupa, gratis, di mappe e geolocalizzazione. Basta chiederlo.
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