Si frantuma nuovamente il processo scaturito dall’operazione antimafia ‘’Eden’’, nella quale, il 13 dicembre 2013, con l’accusa di far parte o di aver favorito il clan del boss latitante Messina Denaro, furono arrestate 30 persone. Alla sbarra del Tribunale di Marsala, in due diversi ‘’tronconi’’, erano arrivati in dieci: Anna Patrizia Messina Denaro, Francesco Guttadauro (rispettivamente sorella e nipote del boss latitante Matteo Messina Denaro), Antonino Lo Sciuto, Antonella Agosta, Michele Mazzara, Giuseppe Pilato, Francesco Spezia, Salvatore Torcivia, Vincenzo Torino e Girolama La Cascia. Lo scorso 29 maggio, la riunificazione, su richiesta dell’accusa, dei due procedimenti. Adesso, però, il collegio giudicante presieduto da Gioacchino Natoli ha accolto le eccezioni di ‘’incompetenza territoriale’’ avanzate dalla difesa per cinque imputati. Eccezioni alle quali, a sorpresa, nella scorsa udienza, si era associato il pm della Dda. Per intestazione fittizia di beni saranno, quindi, processati a Trapani gli imputati Mazzara, Spezia e Agosta. A Palermo, invece, saranno giudicati l’ingegnere Torcivia, del Provveditorato per le opere penitenziarie, Pilato e Spezia. Pilato e Spezia sono accusati di corruzione, Torcivia e Pilato di turbativa d’asta. Spezia subirà, dunque, due processi. E ciò nonostante il suo legale, l’avvocato Stefano Pellegrino, non abbia sollevato alcuna eccezione di incompetenza territoriale. Il Tribunale si è pronunciato anche sulle richieste di costituzione di parte civile. L’unica non ammessa è stata la Federazione antiracket italiana. Ammesse, invece, le associazioni antiracket di Marsala e Trapani, Confindustria Trapani, Libera e il centro studi ‘’Pio La Torre’’. Tra i legali di parte civile, gli avvocati Giuseppe Gandolfo e Giuseppe Novara. In aula, ancora una volta, una rappresentanza di Libera, con in testa il coordinatore provinciale Salvatore Inguì. L’associazione mafiosa viene contestata a Francesco Guttadauro, Antonino Lo Sciuto e Patrizia Messina Denaro. Alla sorella del boss è contestata anche una estorsione ai danni di Girolama La Cascia (imputata per false dichiarazioni al pm) e un’altra assieme al nipote Francesco Guttadauro ai danni di Rosetta e Vincenzo Campagna. Vincenzo Torino, infine, è accusato di intestazione fittizia di beni. Prossima udienza il 12 giugno.