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09/06/2014 06:20:00

Dimensionamento scolastico in Sicilia. A Trapani scompare il Liceo Ximenes

 Addio al "Leonardo Ximenes" a Trapani, almeno dal punto di vista dell'autonomia amministrativa. Lo storico liceo è vittima del nuovo dimensionamento della rete scolastica siciliana, approvato dalla Regione. Sarà aggregato al liceo scientifico "Vincenzo Fardella". Per chi ama le curiosità di storia locale, il "Fardella", era nato proprio come una costola dello Ximenes. Adesso invece se lo prende tutto... 

Il liceo artistico "Buonarroti", invece, che fino a quest'anno era accorpato allo Ximenes, sarà aggregato al liceo linguistico e delle Scienze umane "Rosina Salvo".

Da qui potete scaricare il nuovo elenco degli istituti in tutta la Sicilia.

A Trapani è stato soppresso pure l'istituto comprensivo "Giovanni Falcone" la cui scuola media sarà aggregata al VI circolo didattico "Sandro Pertini", mentre le scuole dell'infanzia e primaria saranno aggregate alla scuola media "Nunzio Nasi". A Castelvetrano, dal nuovo anno scolastico sarà soppressa la scuola media "Pappalardo", che sarà fusa alla scuola media "Medi". Entrambe faranno parte del I circolo didattico che fa riferimento alla scuola elementare "Radice". L'istituto comprensivo "Pardo" sarà aggregato al III circolo didattico "Capuana", mentre il liceo classico "Pantaleo" sarà aggregato al liceo scientifico "Cipolla". Infine, diventa autonomo l'istituto comprensivo "Antonino Rallo" di Favignana.

Tutto questo per effetto del piano di dimensionamento scolastico approvato dalla Regione, in particolare dall'assessore regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale Nelli Scilabra, che  ha firmato il decreto di approvazione. Il provvedimento scaturisce dal confronto instaurato nel tavolo tecnico costituito dall’assessorato lo scorso 21 gennaio per affrontare le tematiche riguardanti il ridimensionamento e la razionalizzazione dell’offerta scolastica in Sicilia. A causa del mancato raggiungimento di un accordo e della conseguente mancata predisposizione di un decreto interministeriale, rimangono validi i limiti stabiliti dalla Legge 183/2011, che prevede la non assegnazione del dirigente scolastico e del dirigente dei servizi generali amministrativi nei casi in cui non venga raggiunto il numero minimo di 600 alunni, o 400 in casi particolari. L’assessore regionale e il direttore dell’Ufficio scolastico regionale avevano invitato le Province regionali e i dirigenti degli uffici di ambito territoriale delle Province stesse ad avviare entro il 31 gennaio 2014 le procedure per il dimensionamento della rete scolastica per gli anni 2014/2015, chiedendo contestualmente di predisporre piani provinciali che intervenissero sulle strutture sottodimensionate e su altre eventuali criticità.
L’assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale ha pertanto accolto integralmente le proposte avanzate dalle conferenze provinciali di Messina, Caltanissetta, Palermo e Ragusa, in quanto conformi ai criteri previsti dalle leggi statali e regionali in materia.
Approvati, seppur con diverse eccezioni, i piani di ridimensionamento presentati dalle conferenze di Agrigento, Catania e Siracusa: respinte invece le proposte avanzate dalla conferenza provinciale di Trapani, poiché finalizzate a disarticolare l’attuale organizzazione territoriale della rete scolastica e non conformi alle prescrizioni delle normative statali sui parametri di popolazione scolastica per il mantenimento dell’autonomia degli istituti. .

Le normative prevedono che le istituzioni scolastiche, per acquisire o mantenere la personalità giuridica devono, di norma, avere una popolazione di allievi prevedibilmente stabile per almeno un quinquennio non inferiore a 600 alunni; nelle isole minori, nei comuni montani, nonché nelle aree geografiche contraddistinte da specificità etniche o linguistiche l'indice di riferimento previsto di 600 alunni può essere ridotto fino a 400 alunni per gli istituti comprensivi di scuola materna, elementare e media di primo grado o per gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado che comprendono corsi o sezioni di diverso ordine o tipo. Le singole scuole che non hanno raggiunto gli indici minimi di riferimento sono state dunque unificate orizzontalmente in istituti comprensivi e/o verticalmente in istituti omnicomprensivi, nel rispetto delle progettualità e delle esigenze educative espresse dal territorio.

Le istituzioni scolastiche sorte a seguito degli interventi di dimensionamento previsti dal decreto avranno personalità giuridica e potranno operare in autonomia amministrativa, organizzativa, didattica, di ricerca, di progettazione e sperimentazione educativa a partire dall’anno scolastico 2014/2015. Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale dovrà verificare se esistono le condizioni per poter attuare gli interventi previsti dal piano di ridimensionamento della rete scolastica, verificando in particolare la presenza del prescritto numero di alunni, la disponibilità di locali idonei, la dotazione organica del personale docente e l’assunzione degli oneri di legge da parte degli enti locali competenti.