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07/07/2014 06:54:00

Trapani, l'aeroporto tradito. I Comuni ancora non hanno versato i soldi per Ryanair

Un perfetto manuale di "non" governo del territorio, su come "non" fare squadra, mettendo a repentaglio lo sviluppo economico. Assomiglia sempre di più ad una lezione dell'assurdo quanto sta avvenendo intorno all'aeroporto "Vincenzo Florio" di Trapani Birgi. Non solo i Comuni hanno sottoscritto un accordo di dubbia legittimità per versare soldi nelle casse di Ryanair e non farla andare via, ma da un lato la compagnia irlandese sta spostando la sua attenzione su Palermo, dall'altro lato, i Comuni ancora non hanno versato il becco di un quattrino, mettendo in imbarazzo Camera di Commercio e Airgest che sul versamento di quei soldi hanno messo la faccia. Nel frattempo i numeri a Birgi crollano, la Regione - che potrebbe intervenire, avendo rilevato la maggioranza delle quote dell'Airgest - non fa nulla, e nulla dicono i politici di maggioranza e opposizione. 

L'accordo di co-marketing per l'aeroporto di Birgi era stato firmato a gennaio a Roma. Ma dopo sei mesi ancora i Comuni non hanno versato nulla. Marsala, per esempio, deve 300.000 euro l'anno. Idem Trapani.  La compagnia irlandese ha nel frattempo diminuito le tratte, soprattutto quelle internazionali, che sono vitali per il settore turistico del nostro territorio. L'accordo era stato sottoscritto da alcuni enti (Airgest, Camera di Commercio a coordinare gli interventi, 24 Comuni dell'ex Provincia), alla presenza del prefetto Leopoldo Falco. Di fronte al versamento dei soldi, Ryanair si è impegnata a garantire un flusso di passeggere di circa un milione e mezzo l'anno. I primi soldi dovevano essere versati il 30 Aprile, ma non si è visto nulla. Sulla vicenda è intervenuta l'assocazione "Turismo e Territorio": «Come dichiarato nei giorni scorsi dal presidente di Confindustria solo 3 (forse 4) dei 24 Comuni coinvolti avrebbero versato la quota. Mancano all'appello le quote dei Comuni più rappresentativi che traggono i benefici maggiori dalla completa operatività dell'aeroporto come Marsala, Trapani e San Vito». La situazione desta preoccupazione «anche alla luce del significativo calo del mercato turistico registrato negli ultimi mesi che oscilla tra il 30 e il 40% rispetto allo stesso periodo del 2013».
L'associazione Turimo & Territorio chiede alla Camera di Commercio, ai sindaci e al prefetto «di fare chiarezza sullo stato dell'accordo sottoscritto con Ryanair e adoperarsi immediatamente per ottemperare agli impegni presi». E informa che qualora gli accordi non saranno rispettati gli operatori sono pronti a «boicottare l'applicazione della tassa di soggiorno in quei Comuni dove l'imposta è già in vigore. In particolare a Trapani non versando le somme raccolte per il secondo periodo (con scadenza metà settembre 2014)». E pronti anche «indire una manifestazione di protesta alla Camera di Commercio alla quale chiediamo, in qualità di garante, di dichiarare quali interventi voglia intraprendere nell'ipotesi in cui alcuni dei soggetti coinvolti non dovessero ottemperare agli accordi presi».

Su Birgi di recente è intervenuto il commissario della ex provincia, Antonio Ingroia. Ha chiesto al convocazione di un tavolo tecnico per affrontare l'emergenza dell'aeroporto e anche ha scritto al governo per avere i cinque milioni di euro promessi come parziale risarcimento ai tempi della chiusura totale dell'aeroporto per la crisi libica. 
 

 



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